Dovunque oggi siamo, ci siamo… a ricordare quella luna immensa che ci portò via il Macedone. In quella notte d’agosto ferma e muta, in cui molti di noi capirono che la morte uccide solo chi ha paura. Un abbraccio ai fratelli che vegliarono con me quel corpo che il male aveva a lungo offeso, condividendo l’onore e il privilegio di accompagnarlo nel suo ritorno alla casa del Padre. Un abbraccio a chi quella notte non c’era ma vide lo stesso quella luna. E un abbraccio al Macedone, volo d’aquila e suono di flauto davanti a noi…

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