“Il tempo è denaro”. Lo scrisse, nel 1736, Benjamin Franklin, uno che del tempo fece un uso incredibilmente consapevole. Tra l’invenzione del parafulmine, un’ambasciata a Parigi e la stesura della Costituzione americana, l’inventore-patriota gettò, con quella frase, le fondamenta del nuovo spirito capitalista che avrebbe penetrato la civiltà moderna. Non a caso Max Weber, il grande sociologo tedesco che indagò la natura del capitalismo, vide in questo padre dell’America, in questo puritano votato agli ideali massonici, una sorta di teorico di quell’etica basata “sull’acquisizione di denaro e sempre più denaro” in maniera quasi “trascendente e assolutamente irrazionale”. E’ raro che una frase riesca a presagire in maniera così chiara la trasformazione della società e dell’uomo. Forse solo il “Dio è morto!” di Nietzsche ha avuto la stessa forza profetica della frase di Franklin. E infatti, eclissi del sacro e dittatura del denaro, sono la trama finita del tempo in cui viviamo.
Franklin fu uno dei protagonisti della lotta d’indipendenza americana e fu strenuo sostenitore del diritto dei coloni a battere una propria moneta, svincolandosi dall’obbligo imposto dalla corona britannica (e dalla Banca d’Inghilterra) di effettuare i pagamenti in oro e argento. La Rivoluzione che portò alla nascita della più grande democrazia del mondo sarebbe nata da due fattori congiunti: eccesso di pressione fiscale e mancanza di sovranità monetaria. Chissà cosa avrebbe pensato lui dell’Euro. Di questa furbizia storica che ha portato ad un’Europa fatta da Stati senza moneta e da una moneta senza Stato.
Ma l’intuizione di Franklin ci consente di comprendere la natura perversa del modello economico in cui viviamo e della crisi che ci sta travolgendo.
Se il tempo è denaro, allora il denaro cos’è? La risposta è semplice: il denaro è tempo. Un tempo concepito come continua proiezione futura, una promessa all’interno dell’astratto meccanismo credito/debito. L’intero sistema capitalistico moderno si basa sul rapporto tra un credito puro e un debito infinito generati da una moneta creata dal nulla. Il denaro, non più legato ad alcun elemento di natura (per esempio l’oro), ha cessato di essere intermediario di scambi e strumento di circolazione di beni. Il capitalismo finanziario, generando la moneta dal nulla, ha trasformato il denaro in valore in sé proiettandolo in un tempo futuro. Un gioco di prestigio che ha reso i banchieri moderni demiurghi delle nostre vite e dei nostri destini.
La moneta creata dal nulla (l’invenzione più importante della modernità) porta con sé un aspetto del tutto nuovo: il denaro che le banche centrali stampano e mettono in circolo è un debito per loro e un credito per chi lo possiede. Ma nello stesso tempo, acquisendo corso legale, quel debito è moneta, cioè pagamento. In altre parole, un debito che non potrà mai essere estinto se non per mezzo di altro debito (cioè altro denaro). Una magia che, come tutte le magie, genera un potere assoluto nelle mani di chi la detiene.
Quando banchieri, economisti e politici espressione delle potenti élite finanziarie ci dicono che la pesante pressione fiscale (da sempre strumento di limitazione della libertà individuale da parte dello Stato) e le manovre “lacrime e sangue”, sono un prezzo da pagare, un sacrificio momentaneo per riequilibrare i debiti sovrani e garantirci il futuro, mentono sapendo di mentire. Perché è proprio del nostro futuro che si stanno impossessando. Il sistema non consente che alcun debito venga estinto perché è su di esso e sulla promessa del pagamento che legittima la sua esistenza. Il debito è la nuova schiavitù cui sono sottomessi i popoli e le generazioni future. Dalla condizione di debitori non si esce (il cittadino nei confronti dello Stato, lo Stato nei confronti delle banche centrali, il cittadino nei confronti della sistema finanziario, il sistema finanziario verso se stesso).
Pochi giorni fa, il suicidio dell’architetto francese davanti all’ufficio delle imposte ha seguito i suicidi degli imprenditori italiani strozzati dalle banche e dal sistema del credito e del debito. L’Europa è attraversata da una disperazione collettiva che gli istituti di sondaggio non colgono e i media del grande potere nascondono. C’è solo una via di uscita: far saltare questo sistema. Ma servirebbe una politica in grado di recuperare la sua missione di governo del bene pubblico. Per ora la politica si è arresa. Dopo essersi barricata per oltre 30 anni nei suoi nascondigli parlamentari, è uscita a mani alzate scortata dagli sgherri del nuovo potere mondiale. Aspettiamo che torni a battere un colpo
© Il Tempo, 29 Gennaio 2012
la moneta creata e la schiavitù del debito
30 lunedì gen 2012

Il re è nudo, Presidente. Ma ancor più nudi sono i ras di un contesto che si diceva alternativo e costruttivo… Grazie al cielo non ci mancano le parole chiare, per definire idee lampanti.
Avanti, oltre tutti i logori sostantivi.
Terzo Taddei
Ottimo articolo, complimenti E’ solo che nel ritorno dei codardi che stanno acquattati dietro ai cespugli a vedere il popolo italiano soffrire, gli imprenditori che si suicidano, le famiglie che cadono nella disperazione io non ci credo più. Sono scappati come conigli a gambe levate e i conigli non battono proprio nessun colpo.
Beh. Nsomma.
La moneta creata dal nulla è una porcata immensa. Il fatto che il debito non possa essere ripagato e sia connaturato al sistema della moneta fiat invece, è un errore.
Ad esempio, seppur in regime di fiat money, l’Italia fino al 1960 NON aveva debito pubblico. Io stesso, preso da solo, supponiamo sia apolide, in possesso di 20000 euro di carta (straccia), continuo a non avere debito. E nessuna banca centrale potrà mai venirmi a dire che ho un debito con lei.
Il debito non c’è per qualche trucco contabile. Il debito c’è perché lo Stato negli anni spende di più di quanto incassa in tasse. E questo a prescindere dal fatto che il debito sia in moneta fiat o oro puro. Se incassi 10 e spendi 20, fai debito. Qualunque sia l’unità di misura usata.
Il fatto che spende di più di quanto incassa fa sorgere il problema successivo che è :”Dove prendo i soldi”. I soldi li prende dalla banca centrale che inventa denaro dal nulla e si fa pagare gli interessi sui prestiti. Ok, è sbagliato. E’ pericoloso, trasforma i banchieri in Dei sulla terra. E’ un FONDAMENTALE errore economico creare denaro dal nulla. Ma col debito c’entra poco, salvo che con una moneta non fiat lo Stato avrebbe dovuto trovare qualcuno che gli prestava qualcosa di reale e fisico piuttosto che foglietti di carta a corso legale.
Certo, fino a che lo Stato poteva in proprio stamparsi la carta straccia, il debito non aveva senso. Quello che ti mancava lo stampavi e lo caricavi sotto forma di inflazione sulle schiene dei tuoi derelitti sudditi.
Ma questo avveniva ugualmente in regime di fiat money. L’idea della banca centrale è arrivata perché essendo svincolata dallo Stato, ha meno interesse nell’inflazionare la moneta e quindi la gestione della moneta (che inflaziona di meno) è più efficiente della gestione affidata allo Stato.
Cionondimeno, il debito è reale. E’ stato fatto semplicemente spendendo di più di quanto si ricava in tasse. Non c’è nulla di strano né di perverso. Anzi, la domanda da farsi sarebbe COME MAI si è permesso ad una manica di ladri (Lo Stato) di indebitare i pronipoti dei suoi sudditi.
Non facciamo passare la balla che il debito è colpa delle banche centrali, perché NON E’ VERO. Le banche centrali sono causa delle distorsioni da manipolazione della massa monetaria, malinvestment e crisi economiche cicliche (Vedi Teoria del ciclo economico di Mises), ma la crisi del debito è invece causa solo della possibilità di indebitarsi sulle spalle di gente che ancora non è nata, che si è autoconcessa lo Stato.
Altro esempio lampante.
San Marino usa gli stessi Euro che usa l’Italia. Sono però convinto che il debito di San Marino non esista. Nonostante il fiat money, le banche centrali e il signoraggio vario ed eventuale.
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Se aspettiamo che questi professori o questi politici facciano saltare questo sistema saremo per sempre in schiavitù. – le guerre ora si fanno così!!!