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	<title>Il blog dell&#039;Anarca</title>
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		<title>tempo scaduto</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 15:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nuova parola d’ordine del Pdl è “liste civiche”. Ma anche no. In pieno delirio veltroniano il Pdl assomiglia sempre &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2012/02/23/tempo-scaduto/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1753&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/02/orologio.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1758" title="orologio" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/02/orologio.jpg?w=219&#038;h=172" alt="" width="219" height="172" /></a>La nuova parola d’ordine del Pdl è “liste civiche”. Ma anche no. In pieno delirio veltroniano il Pdl assomiglia sempre più al Pd a tal punto che persino </span><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/i_partiti_sanno_solo_fare_danninon_servono_piu/19-02-2012/articolo-id=573046-page=0-comments=1">un ascoltato opinion maker come Giuliano Ferrara è arrivato a chiedersi a cosa servano questi partiti, definendoli “vuoti a perdere”</a><span style="color:#008080;">. Noi, che su queste colonne da tempo ce lo domandiamo, proviamo ad andare oltre e a prevedere che,</span> <span style="color:#0000ff;">se l’immobilismo di chi oggi è a capo di queste scalcinate macchine mangia voti continuerà, alla fine sul campo non resteranno solo i partiti ma la politica</span>.<span style="color:#008080;"> Il fenomeno della fine della politica non è solo italiano; però qui da noi vive un carattere più accentuato perché la debolezza delle istituzioni storiche e del loro carico simbolico accelera la dissoluzione del politico operata dai media e dai centri di potere economico e finanziario che li controllano. La tremarella paralizzante che continua a scuotere Pdl e Pd di fronte al commissariamento della democrazia (e quindi di loro stessi) fatto dal governo Monti, ha qualcosa di patologico.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#33cccc;"><span style="color:#008080;">Pdl e Pd sono stati per troppo tempo soggetti speculari. Il primo ha avuto un leader (nato dalla disintegrazione del sistema politico precedente) ma non ha mai avuto una classe dirigente. Il secondo ha avuto una classe dirigente (ereditata dalle vecchie nomenclature non toccate dal crollo della prima Repubblica) ma mai uno straccio di leader. Entrambi si sono accomodati  sotto l’ombra refrigerante di Silvio Berlusconi che ha consentito un divertente gioco</span> <span style="color:#008080;">di specchi: ha trasformato la mediocrità complessiva dei politici di centrodestra (con le solite, rare e preziose eccezioni) in qualcosa di apparentemente decente e ha dato al centrosinistra una ragione per esistere di fronte al dissolvimento di quella nuvola di utopie che le sue culture politiche avevano costruito nei decenni passati.</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#33cccc;"><span style="color:#008080;">Ora che Berlusconi si è defilato e gli specchi si sono infranti,  Pdl e Pd si trovano soli con se stessi. E non è un bello spettacolo. Il problema può essere analizzato da diverse angolazioni, per esempio da quella del marketing, disciplina seria che la politica ha spesso ignorato. Proviamo a fare un parallelo con il mercato. Per decenni le strategie delle grandi aziende sono state</span> <span style="color:#008080;">incentrate sull’unico obiettivo di vendere un prodotto massimizzando il più possibile i profitti senza bisogno di fidelizzare il rapporto col consumatore. La forza del brand era tutta dentro un mercato a forte integrazione verticale. Questo ha funzionato fin quando lo sviluppo tecnologico non ha riorganizzato il sistema industriale superando la logica di produzione fordista. La rivoluzione di internet e lo sviluppo di un sistema a rete interattiva e globale, hanno poi fatto il resto.  Ma già nel 1983 <a href="http://nedcolville.files.wordpress.com/2011/09/theodore-levitt1.jpg">Theodor Levitt</a>, l’inventore del termine “globalizzazione” e importante economista di Harvard, aveva pubblicato un libro dal titolo “The Marketing Imagination”, in cui per la prima volta rovesciava</span> <span style="color:#008080;">i termini del problema. La centralità andava posta non più sul prodotto, ma sul consumatore/cliente, sulle sue esigenze, sui suoi bisogni, sul suo immaginario. E le aziende, se volevano sopravvivere, dovevano confrontarsi con un mercato globale aperto a diverse forme di consumo.</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#33cccc;"><span style="color:#008080;">Ecco,</span> <span style="color:#0000ff;">i partiti italiani oggi si trovano nella stessa situazione delle aziende di ieri. O comprendono che non si può più continuare a cambiare la scatola lasciando inalterato il contenuto o sono destinati a non essere più scelti, a rimanere invenduti sugli scaffali, sostituiti da prodotti più in linea con le nuove esigenze del consumatore/elettore</span><span style="color:#008080;">. E non è detto che questi nuovi prodotti politici si vendano negli stessi negozi e negli stessi supermercati dove si vendevano i vecchi.</span> <span style="color:#0000ff;">Mettere al centro il cliente, tradotto in politica significa intercettare i segmenti sociali frammentati, modellare gli interessi di gruppi e categorie, radicarsi nel territorio e imparare i nuovi linguaggi narrativi della rete</span><span style="color:#008080;">. Ma per farlo o si dotano di classi dirigenti in sintonia con la società reale (mettendo da parte faccendieri, oligarchi, colonnelli senza esercito, burocrati, intellettuali sulla luna e ballerine senza palcoscenico) o la società reale inizierà a fare a meno di loro, come già sta facendo. Il tempo è ormai scaduto e in gioco non c’è una segreteria, un congresso o un mucchietto di tessere. In gioco c’è la politica.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#33cccc;"><strong></strong> </span><strong><strong>© Il Tempo, 23 Febbraio 2012<br />
<span style="color:#33cccc;">Immagine:</span></strong> <span style="color:#ff9900;">Salvador Dali, Orologio molle al tempo della prima esplosione, 1954</span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1753/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1753&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>l&#8217;Europa uccisa da se stessa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Noi, le civiltà ora sappiamo che siamo mortali”, lo scrisse nel 1919 Paul Valéry dopo che l’Europa era uscita a &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2012/02/20/leuropa-uccisa-da-se-stessa/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1742&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><em><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/02/euro-jima.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1743" title="euro jima" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/02/euro-jima.jpg?w=270&#038;h=263" alt="" width="270" height="263" /></a>“</em><em>Noi, le civiltà ora sappiamo che siamo mortali”</em>, <span style="color:#008080;">lo scrisse nel 1919</span> <a href="http://2.bp.blogspot.com/-govYmzEvlVI/TlpOXSMkI0I/AAAAAAAACZM/DL6lg1hQFxs/s1600/paul_valery.jpg">Paul Valéry</a> <span style="color:#008080;">dopo che l’Europa era uscita a pezzi dalle trincee della guerra mondiale. Che le civiltà fossero mortali era una verità acquisita che all’uomo europeo non aveva suscitato mai particolare emozione. Anzi, in alcuni casi, lui stesso aveva contribuito a farne fuori qualcuna. Ma erano <em>“naufragi che non lo riguardavano”</em>. Ora l’idea che a morire potesse essere la propria di civiltà, beh questa si che era una novità sconvolgente, dato che, secondo Valéry, <em>“l’abisso della storia è abbastanza grande per tutti”</em>. E così l’uomo europeo, che la storia l’aveva addirittura inventata, che aveva dominato il tempo e lo spazio con le sue conquiste civili, tecnologiche, sociali ed economiche, con il suo diritto, la sua religione, la sua filosofia, con le sue città, le sue industrie, la sua arte, la sua poesia, i suoi guerrieri, le sue navi, i suoi mercanti, quell’uomo immortale scoprì che poteva morire.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">In quello stesso anno,  un importante economista britannico,</span> <a href="http://2.bp.blogspot.com/-govYmzEvlVI/TlpOXSMkI0I/AAAAAAAACZM/DL6lg1hQFxs/s1600/paul_valery.jpg">John Maynard Keynes</a><span style="color:#008080;">, pubblicò un libro nel quale preannunciava il baratro in cui l’Europa sarebbe caduta da lì a qualche decennio a causa della folle politica vessatoria che i vincitori stavano imponendo alla Germania. “Le conseguenze economiche della Pace” fu scritto in due mesi per spiegare le ragioni per le quali, lui, aveva deciso di abbandonare l’incarico di rappresentante ufficiale della Corona alla Conferenza di Parigi in disaccordo con le scelte del Primo Ministro Lloyd George. Keynes aveva compreso che l’umiliazione della Germania avrebbe alimentato <em>“quelle correnti nascoste che incessantemente fluiscono sotto la superficie della storia e il cui sbocco nessuno può prevedere”</em>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Viviamo una fase analoga a quella del ‘19. Percepiamo che l’ordine costruito in questi 60 anni sta morendo e che incontrollate energie stanno esplodendo. In Europa nulla sarà più come prima, sia che l’euro resista, sia,  come è più probabile, che salti.  In Grecia non è in gioco solola Grecia. Questa Europaè finita perché ormai il solco di diffidenza che divide le leadership e i paesi è troppo profondo. Quando diventa naturale che una parte dell’Europa, nei suoi giornali, nei suoi intellettuali  e nella sua classe politica si rivolga all’altra parte con l’epiteto di Pigs (acronimo per indicare Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, ma che in inglese significa anche “maiali”), è evidente che l’unità europea ha cessato di esistere.  Provate a fare un sondaggio nei paesi d’Europa per sapere se la gente vuole rimanere nell’Euro e capirete che quelle correnti nascoste di cui parlò Keynes, oggi stanno prendendo una nuova forma.</span></strong><br />
<strong><a href="http://2.bp.blogspot.com/-govYmzEvlVI/TlpOXSMkI0I/AAAAAAAACZM/DL6lg1hQFxs/s1600/paul_valery.jpg">Sul Telegraph, Ambrose Evans-Pritchard ha ricordato</a> <span style="color:#008080;">come nel 1953 furono i tedeschi ad essere salvati quando, nella Conferenza di Londra, 20 paesi decisero di dimezzare il debito insolvente della Germania che sommava, alle sanzioni del secondo conflitto mondiale, anche quelle del primo contro le quali si era scagliato Keynes. Ma la storia non è mai riconoscente ed è paradossale che tra i Paesi che accettarono di aiutare la Germania ci fosse anche la Grecia che rinunciò alle legittime riparazioni di guerra che le spettavano. Allora la politica era sovrana sull’economia e le sue ragioni seppero vincere su calcoli finanziari e speculazioni. Fu grazie a quel salvataggio che la Germania rimise in moto la sua economia trasformandosi in locomotiva d’Europa e garantendo, per oltre trent’anni, la tenuta del fronte occidentale contro il comunismo. La Germania oggi fa alla Grecia ciò che la Grecia non fece allora alla Germania.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Ma l’Europa ha dimenticato tutte queste lezioni e si avvia inevitabilmente verso la sua morte. La civiltà democratica e liberale che ha resistito alla guerra fredda uscendone vincitrice, ora sa di essere mortale. Ha contratto una malattia le cui metastasi sono troppo diffuse: tecnocrazia, delegittimazione della politica, commissariamento delle democrazie e dei parlamenti, supremazia della finanza sull’economia. <span style="color:#0000ff;">Responsabili di questa fine sono i burocrati senz’anima che dimorano a Bruxelles, gli avidi alchimisti dell’usura che hanno usurpato la sovranità ai popoli e alle nazioni, i tecnocrati che hanno partorito nei loro laboratori l’euro, che sempre Evans-Pritchard ha definito un “folle esperimento ideologico”. E con loro una classe politica inadeguata</span> che ci ha imposto un’Europa del debito falsificando bilanci, soffocando l’economia reale, consentendo che le sovranità nazionali venissero cancellate senza avere il coraggio di costruire l’Europa politica e che oggi, errore dopo errore, ci getta verso un ciclo recessivo che partorirà un nuovo caos. Questa Europa dell’euro è sempre più marginale nella storia, percorsa da un lento inesorabile decadimento. <span style="color:#0000ff;">Le civiltà non muoiono mai d’infarto</span>.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><strong>© Il Tempo, 19 Febbraio 2012<br />
<span style="color:#00ffff;">Imagine:</span></strong></span> <span style="color:#ff6600;">Hejo de Reijger, Euro Jima, vignetta uscita su Nrc Handelsblad il 2 Dicembre 2011</span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1742/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1742&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>dal bipolarismo alla sindrome bipolare</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Erano nati per portare in Italia un bipolarismo maturo, ora lo stanno seppellendo. Dovevano essere la porta d&#8217;ingresso verso una &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2012/02/13/dal-bipolarismo-alla-sindrome-bipolare/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1728&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/02/picasso22.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1735" title="picasso2" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/02/picasso22.jpg?w=201&#038;h=243" alt="" width="201" height="243" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;">Erano nati per portare in Italia un bipolarismo maturo, ora lo stanno seppellendo. Dovevano essere la porta d&#8217;ingresso verso una nuova e accogliente democrazia fatta di partecipazione e più intensa adesione ideale, ora sono diventati i &#8220;buttafuori della politica&#8221;. Se ne stanno lì mastodontici e inquietanti, con i loro completi scuri davanti all&#8217;ingresso per sbarrare la strada e far capire che non si può entrare se non alle loro condizioni (che oggi sono quelle che i maggiordomi della Bce hanno imposto). Hai il biglietto? Hai un invito? Ti accompagni a qualcuno o hai qualcuno dentro che può garantire per te? Se la democrazia parlamentare è diventata una festa ad inviti è soprattutto grazie a loro. Di chi parliamo? Ovvio, del Pdl e del Pd, i due partiti che dovevano garantire lo sviluppo di quel bipartitismo essenziale alla formazione di un&#8217;Italia moderna. E a ben vedere anche ora che il governo dei tecnici li ha messi in disparte a giocare a soldatini mentre i grandi fanno la guerra, nel momento in cui dovrebbero alzare la voce e rivendicare la superiorità della politica nei confronti di qualsiasi oligarchia autoeletta, stanno lì a raccogliere briciole di sopravvivenza. <span style="color:#0000ff;">Sradicati dai territori, incapaci di intercettare le nuove istanze e i nuovi bisogni, sperduti nel labirinto di frammentazione del tessuto sociale, lontani da una minima cultura utile a pensare il mondo che cambia, Pdl e Pd si dimenano nervosi come nobili decaduti, lamentandosi della crisi della politica che li sta travolgendo e che loro stessi hanno generato</span>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">In meno di tre anni hanno dissipato un patrimonio di convinzioni e speranze che attorno a loro si era costruito: dai milioni di cittadini che parteciparono alle primarie del Pd volute da Veltroni per uscire dal “bipolarismo coatto”, all’entusiasmo vitale che accompagnò la rivoluzione del predellino con cui Berlusconi diede forma intuitiva al più grande partito conservatore e popolare d’Europa.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"> Per anni il bipolarismo italiano, imposto dalla discesa in campo del Cavaliere, era rimasto prigioniero di una doppia estremizzazione: l’anti berlusconismo e il radicalismo. La prima aveva ridotto la lotta politica ad una caccia all&#8217;uomo mai vista in una democrazia. La seconda aveva consentito che le ali estreme dei due schieramenti (sinistra radicale, Lega, Idv) condizionassero oltre misura le scelte e le strategie complessive. Questa doppia estremizzazione, ha contribuito in pieno allo stallo del sistema bipolare, che per esistere, necessita di un processo continuo di tensione dei due poli verso il centro. Non può esserci bipolarismo  se le spinte all’interno del sistema sono centrifughe e se la radicalizzazione dello scontro è costante. Il bipolarismo ha bisogno di convergenza al centro e moderatismo.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">La nascita del Pd e del Pdl sembrava aver sbloccato il sistema, ma è stata solo in apparenza. Certo, la capacità del Pdl di indirizzare la Lega dentro un federalismo costituzionale, e del Pd di fare a meno dei partiti più ideologici della sinistra, ha fatto credere che fossimo sulla strada giusta. Ma poi tutto si è fermato. I due partiti, invece di imboccare velocemente una forma rinnovata di organizzazione, di radicamento di ripensamento della forma partito, hanno deciso di lasciarsi andare dietro le solite guerre correntizie (Pd) e dietro l’alibi del leader maximo (Pdl). Così facendo hanno consentito che l’antiberlusconismo (ed il suo corrispettivo opposto, il berlusconismo), alimentato da magistratura e media, tornasse ad essere la chiave di volta del sistema politico italiano. Questa dialettica, stupidamente inseguita a sinistra come a destra, ha fatto si che la politica si rendesse inefficace ad affrontare i temi centrali del paese, le riforme necessarie e i processi di modernizzazione, facendo crescere un’ostilità ormai diffusa verso questo sistema politico e i suoi principali attori. In più, l’incapacità dei due partiti di costruire un’adeguata classe dirigente e un sistema di regole che arginasse il dominio di oligarchie burocratiche e affaristiche, li ha resi completamente esposti e vulnerabili all’attacco che centri di potere sovrananzionale hanno fatto in questi ultimi mesi alla politica italiana, per liquidarla e sostituirla con fedeli e rispettosi tecnici.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">Insomma, Pdl e Pd sembrano essere arrivati a fine corsa e l’esempio più eclatante è quello attuale. Oggi si trovano a dover appoggiare un governo senza essere al governo, stando all&#8217;opposizione senza poter fare opposizione. Un capolavoro di schizofrenia. In men che non si dica, Pdl e Pd sono passati dal bipolarismo alla sindrome bipolare</span>.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;">© Il Tempo, 12 Febbraio 2012<br />
Imagine: <span style="color:#ff6600;">Pablo Picasso, Tête de femme au chapeau mauve, 1939</span></span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1728/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1728&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>la moneta creata e la schiavitù del debito</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[franklin]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il tempo è denaro”. Lo scrisse, nel 1736, Benjamin Franklin, uno che del tempo fece un uso incredibilmente consapevole. Tra &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2012/01/30/la-moneta-creata-e-la-schiavitu-del-debito/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1719&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#3366ff;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/01/debtorsprisoninamerica.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1721" title="debtorsprisoninamerica" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2012/01/debtorsprisoninamerica.jpg?w=270&#038;h=202" alt="" width="270" height="202" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#008080;">“Il tempo è denaro”. Lo scrisse, nel 1736,</span> <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/09/Benjamin_Franklin_by_Joseph-Siffred_Duplessis.jpg">Benjamin Franklin</a><span style="color:#008080;">, uno che del tempo fece un uso incredibilmente consapevole. Tra l’invenzione del parafulmine, un’ambasciata a Parigi e la stesura della Costituzione americana, l’inventore-patriota gettò, con quella frase, le fondamenta del nuovo spirito capitalista che avrebbe penetrato la civiltà moderna. Non a caso</span> <a href="http://0.tqn.com/d/sociology/1/0/H/-/-/-/Max-Weber-Hulton-Archive-Getty-Images.jpg">Max Weber</a><span style="color:#008080;">, il  grande sociologo tedesco che indagò la natura del capitalismo, vide in questo padre dell’America, in questo puritano votato agli ideali massonici, una sorta di teorico di quell’etica basata “sull’acquisizione di denaro e sempre più denaro” in maniera quasi “trascendente e assolutamente irrazionale”. E’ raro che una frase riesca a presagire in maniera così chiara la trasformazione della società e dell’uomo. Forse solo il “Dio è morto!” di Nietzsche ha avuto la stessa forza profetica della frase di Franklin. E infatti,</span> <span style="color:#ff0000;">eclissi del sacro e dittatura del denaro, sono la trama finita del tempo in cui viviamo</span><span style="color:#008080;">.</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Franklin</span> <span style="color:#008080;">fu uno dei protagonisti della lotta d’indipendenza americana e fu strenuo sostenitore del diritto dei coloni a battere una propria moneta, svincolandosi dall’obbligo</span> <span style="color:#008080;">imposto dalla corona britannica (e dalla Banca d’Inghilterra) di effettuare i pagamenti in oro e argento. La Rivoluzione che portò alla nascita della più</span> <span style="color:#008080;">grande democrazia del mondo sarebbe nata da due fattori congiunti: eccesso di pressione fiscale e mancanza di sovranità monetaria. Chissà cosa avrebbe pensato lui dell’Euro. Di questa furbizia storica che ha portato ad un’Europa fatta da Stati senza moneta e da una moneta senza Stato.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Ma l’intuizione</span> <span style="color:#008080;">di Franklin ci consente di comprendere la natura perversa del modello economico in cui viviamo e della crisi che ci sta travolgendo.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#ff0000;">Se il tempo è denaro, allora il denaro cos’è? La risposta è semplice: il denaro è tempo</span>. <span style="color:#ff0000;">Un tempo concepito come continua proiezione futura, una promessa all’interno dell’astratto meccanismo credito/debito</span><span style="color:#008080;">. L’intero sistema capitalistico moderno si basa sul rapporto tra un credito puro e un debito infinito generati da una moneta creata dal nulla. Il denaro, non più legato ad alcun elemento di natura (per esempio l’oro), ha cessato di essere intermediario di scambi e strumento di circolazione d</span>i <span style="color:#008080;">beni. Il capitalismo finanziario, generando la moneta dal nulla, ha trasformato il denaro in valore in sé proiettandolo in un tempo futuro.  Un gioco di prestigio che ha reso i banchieri moderni demiurghi delle nostre vite e dei nostri destini.</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#008080;">La moneta creata dal nulla (l’invenzione più importante della modernità) porta con sé un aspetto del tutto nuovo:</span> <span style="color:#ff0000;">il denaro che le banche centrali stampano e mettono in circolo è un debito per loro e un credito per chi lo possiede. Ma nello stesso tempo, acquisendo corso legale, quel debito è moneta, cioè pagamento. In altre parole, un debito che non potrà mai essere estinto se non per mezzo di altro debito (cioè altro denaro).</span> <span style="color:#008080;">Una magia che, come tutte le magie, genera un potere assoluto nelle mani di chi la detiene.</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#008080;">Quando banchieri, economisti e politici espressione delle potenti élite finanziarie ci dicono che la pesante pressione fiscale (da sempre strumento di limitazione della libertà individuale da parte dello Stato) e le manovre “lacrime e sangue”, sono un prezzo da pagare, un sacrificio momentaneo per riequilibrare i debiti sovrani e garantirci il futuro, mentono sapendo di mentire. Perché è proprio del nostro futuro che si stanno impossessando.</span> <span style="color:#ff0000;">Il sistema non consente che alcun debito venga estinto perché è su di esso e sulla promessa del pagamento che legittima la sua esistenza. Il debito è la nuova schiavitù cui sono sottomessi i popoli e le generazioni future. Dalla condizione di debitori non si esce (il cittadino nei confronti dello Stato, lo Stato nei confronti delle banche centrali, il cittadino nei confronti della sistema finanziario, il sistema finanziario verso se stesso).</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#3366ff;"><span style="color:#008080;">Pochi giorni fa,</span> <a href="http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_27/parigi-suicida-ufficio-tasse_b5faf95e-48c6-11e1-b976-995c60acee8e.shtml">il suicidio dell’architetto francese </a><span style="color:#008080;">davanti all’ufficio delle imposte ha seguito</span> <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_03/imprenditori-suicidi_5bf821fa-3608-11e1-8614-09525975e917.shtml">i suicidi degli imprenditori italiani</a> <span style="color:#008080;">strozzati dalle banche e dal sistema del credito e del debito. L’Europa è attraversata da una disperazione collettiva che gli istituti di sondaggio non colgono e i media del grande potere nascondono. C’è solo una via di uscita: far saltare questo sistema. Ma servirebbe una politica in grado di recuperare la sua missione di governo del bene pubblico. Per ora la politica si è arresa. Dopo essersi barricata per oltre 30 anni nei suoi nascondigli parlamentari, è uscita a mani alzate scortata dagli sgherri del nuovo potere mondiale. Aspettiamo che torni a battere un colpo</span><br />
<span style="color:#000000;">© Il Tempo, 29 Gennaio 2012</span>  </span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1719/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1719/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1719&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>l&#8217;Euro non sia il dogma dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 11:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[oswald spengler]]></category>
		<category><![CDATA[qualche idea]]></category>
		<category><![CDATA[tecnocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti continuano a pensare che la tecnocrazia, nei governi nazionali e nelle istituzioni europee, sia una necessità per riuscire a &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/12/23/leuro-non-sia-il-dogma-delleuropa/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1708&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span class="Apple-style-span" style="color:#008080;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/12/euro_1805998c.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1712" title="euro_1805998c" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/12/euro_1805998c.jpg?w=270&#038;h=168" alt="" width="270" height="168" /></a></span><span class="Apple-style-span"><strong><span style="color:#008080;">Molti continuano</span> <span style="color:#008080;">a pensare che la tecnocrazia, nei governi nazionali e nelle istituzioni europee, sia u</span></strong></span><strong><span class="Apple-style-span" style="color:#008080;">na necessità per riuscire a rimettere in sesto la baracca europea e consentire l’attuazione di un percorso storico e politico bloccato. Una sorte di “male minore” e di rischio calcolato rispetto alla possibilità che l’Euro crolli trascinando con sé l’intero progetto dell’Unione Europea. Questo ragionamento non riguarda solo agli anestesisti del cloroformio mediatico che scrivono sui grandi giornali della finanza internazionale. Esso viene fatto proprio anche da una larga fetta delle classi politiche e intellettuali europee, che pur rendendosi conto dei rischi che le democrazie liberali attraversano, si comportano come Bartleby lo scrivano immaginato da Melville, che su ogni argomento non era in grado di andare oltre il suo “I would prefer not to” (preferirei di no), pensando di accomodare così la propria inconsistenza.<br />
La realtà è che le tecnocrazie, in qualunque forma esse si stiano manifestando in Europa, non sono funzionali alla politica; semmai ne sono i becchini. Emanuele Severino, uno dei filosofi che con maggiore acutezza ha analizzato il fenomeno del dominio della tecnica in tutti gli aspetti del nostro tempo, ha affermato che <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=13SRE6">“nell’autentico governo tecnico, la politica è un mezzo della tecnica ed è tenuta in vita nella misura in cui essa gli serve”</a></em>. <span style="color:#0000ff;">E questa tecnica oggi non è rappresentata da ingranaggi meccanici e ruote dentate, ma da flussi digitali di una finanza vorace che crea moneta dal nulla e la dissolve dentro un meccanismo circolare di produzione di debito, credito e debito</span>.<br />
Per capire questo processo dobbiamo fare un salto indietro al 1917, anno in cui un austero filosofo sassone di nome <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oswald_Spengler">Oswald Spengler</a>, scrisse un libro dal titolo “Il tramonto dell’Occidente”, un’opera destinata ad affascinare e sedurre milioni di lettori, ben oltre la Germania di quegli anni. Era il tempo in cui la modernità iniziava a prendere possesso della civiltà occidentale sotto forma di una tecnica che riempiva di orrore e di sangue le trincee della prima guerra mondiale. Per circa 60 anni, Spengler divenne un “filosofo maledetto”, non tanto perché qualche furbetto interprete dell’imbecillismo ideologico gli infilò una camicia bruna, ma perché egli appartenne a quella comunità visionaria di pensatori della crisi (come Heidegger, Schmitt, Jünger), le cui riflessioni sul male della modernità si scontrarono con la filosofia ottimista che il ‘900 abbracciò nella fase di grande espansione economica e civile successiva alla seconda guerra mondiale. Eppure nella sua analisi di un secolo fa, Spengler anticipò “la dittatura del denaro” come una manifestazione della tecnica e specchio dell’errore faustiano dell’Occidente. E’ forse da qui che dobbiamo ripartire: oggi l’Europa muore perché ha ceduto la sua sovranità politica alla tecnica, rappresentata dalla finanza, cioè dall’espressione tecnologica dell’economia.</span></strong><br />
<strong> <span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;"> Mai nella storia era stata creata una moneta senza Stato. Mai nella storia si è preteso che milioni di uomini rimanessero uniti per mantenere in vita un debito</span>. Mai nella storia una moneta ha raggiunto <em>“così radicalmente e senza riserve una simile assolutezza psicologica di valore diventando un fine”</em>, come anticipò il sociologo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Simmel">George Simmel</a> nel 1900.</span></strong><br />
<strong> <span style="color:#008080;"> La politica del coraggio dovrebbe iniziare a pensare secondo un nuovo paradigma: e cioè che la possibile fine dell’Euro e dell’Ue, non corrispondano alla fine dell’Europa, ma solo di questa Europa, governata da un agglomerato di burocrati senza legittimazione e alchimisti della moneta. E se il prezzo da pagare per mantenere in vita l’Euro a tutti i costi fosse in prospettiva insostenibile in termini di coesione sociale e tenuta dell’economia reale? La parola “crisi” mette paura perché si dimentica che, nel suo significato originario, significa “scelta”. Ed ogni scelta è un’opportunità nuova per ridisegnare il proprio percorso. <span style="color:#0000ff;">Forse abbattere il dogma dell’Euro potrebbe essere l’occasione, per la politica, di ricominciare a vedere l’Europa senza tecnici, come un destino comune e non solo come un debito insolvente</span>.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>© Il Tempo, 23 Dicembre 2011<em><br />
</em></strong></p>
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		<title>Sono un complottista</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 12:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono complottista. O almeno così dicono. Lo sono perché secondo alcuni ho un modo semplicistico di vedere la complessità delle &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/12/10/sono-un-complottista/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1694&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/12/magritte-la-reproduction-interdite11.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1702" title="magritte-la-reproduction-interdite1" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/12/magritte-la-reproduction-interdite11.jpg?w=189&#038;h=243" alt="" width="189" height="243" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;">Sono complottista. O almeno così dicono. Lo sono perché secondo alcuni ho un modo semplicistico di vedere la complessità delle cose che, ovviamente, devono rimanere complesse apposta perché nessuno le veda. Se fosse per me direi che sono complottista non per convinzione ma per convenzione; come quel professore di liceo degli anni ’70 a cui davano del fascista solo perché bocciava gli asini. Però i medici che mi hanno in cura sono certi: sarei complottista perché non riesco a mandar giù questa storia del governo Monti. Potrebbero avere ragione perché io, più guardo Monti, più sento rumori sinistri, vedo ombre aggirarsi, acciglio lo sguardo verso la nebbia e tendo i sensi. Insomma, secondo loro avrei l’atteggiamento tipico del complottista patologico. I sintomi sono comparsi da poco; da quel 10 novembre scorso, quando il presidente di Banca Intesa, il silente Giovanni Bazoli, ha sentito il bisogno di dichiarare che Giorgio Napolitano era una “figura eccezionale che la storia ci ha dato in un momento difficile”, sette giorni prima che l’amministratore delegato della sua banca divenisse il nuovo Ministro dello Sviluppo del governo voluto proprio da Napolitano. Poi i sintomi mi si sono acuiti quando Barack Obama ha telefonato al Presidente della Repubblica per congratularsi dell’incarico a Monti prima ancora che Berlusconi si dimettesse, e io ho pensato che la nostra sovranità nazionale era diventata, per dirla con Céline, “una demagogica fottitura”. A quel punto i medici sono intervenuti e mi hanno preso in cura. Terapia intensiva a base di articoli quotidiani di De Bortoli e Riotta, di Repubblica e la Stampa, per tranquillizzarmi che tutto è a posto; che non bisogna dare retta a quel giornalino ininfluente che si chiama Financial Times, quando annuncia che, per le elite europee, “la democrazia ormai è un lusso antiquato”. Eppure, nonostante gli antibiotici cartacei continuo a pensare che la notizia di Milano Finanza, secondo cui il picco di spread che ha costretto Berlusconi a dimettersi è stato prodotto da vendite innescate da Goldman Sachs, possa essere credibile.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Ma tutto questo è passato remoto. Il presente è la manovra di 30 miliardi grazie alla quale, parola di Mario Monti, l’Italia non fallirà. Di sicuro non falliranno gli istituti di credito.</span> <span style="color:#0000ff;">Siccome il governo Monti non è il governo dei banchieri e nemmeno dei loro amici, il fatto che la manovra la paghino tutti tranne le banche è solo frutto della legge universale della causalità. Qualcuno mi ha risposto: allora sei un complottista. E lo so, sto in cura per questo</span>. <span style="color:#008080;">Poi però, prendendo una delle mie medicine quotidiane, il Corriere della Sera, ho letto che anche lì pensano la stessa cosa ma con una variante: il vantaggio che le banche ricevono da questa manovra dovrà servire a rilanciare il sistema finanziario che poi elargirà aiuti a imprese e famiglie come fossero bruscolini. Come no, ovvio. Ma ai miei occhi complottisti gli aiuti alle banche (sotto forma di garanzia dello Stato sui loro titoli di debito, di incremento obbligatorio dell’uso di carte di credito dato dalla tracciabilità dei pagamenti, di obbligatorietà di apertura di conti correnti per i pensionati e di estensione dell’imposta di bollo sui depositi finanziari) ha qualcosa di pornografico, in un momento in cui vengono cantate le virtù verginali delle tasse e dei tagli. Non solo, ma il mio complottismo mi fa immaginare che l’inevitabile crisi del mercato immobiliare (vera risorsa d’investimento degli italiani) dovuto alle nuove tassazioni sulla casa, spingerà sempre più liquidità nelle banche a riempire il loro ventre molle con il quale alimenteranno la loro politica di debito e di finanziamento di se stesse. La realtà è che bisogna non essere economisti bocconiani per vedere il carattere recessivo di questa manovra che di sviluppo non ha un’ombra, ed è finalizzata a tenere in vita non l’Italia, ma l’Euro ed il sistema finanziario che da esso si alimenta; non l’Europa, di cui non frega nulla a nessuno, ma una moneta senza Stato.</span> <span style="color:#0000ff;">L’economia ha cessato da tempo di essere “nomos della casa” strumento di produzione di ricchezza reale, di beni, di funzioni per una comunità. Essa è sempre più carta straccia e debito, moneta creata dal nulla da un sistema finanziario che ormai regola le nostre </span>vite. <span style="color:#0000ff;">Quelli come me sono complottisti, non perché vogliono esserlo, ma perché, come Jessica Rabbit, ci disegnano così. Potrebbero disegnarci in carne ed ossa, ma non conviene. Conviene pensarci un cartone animato anche se siamo più reali dei nostri disegnatori. Eppure non tutto è già scritto. Il barone di Montesquieu che la sapeva lunga diceva che “se si consulta la storia la si troverà piena di grandi avvenimenti imprevisti”. Chissà se gli sceneggiatori del cartoon fatto di spread, rating e indici hanno previsto il ritorno dei popoli alla realtà.</span></strong> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>© L&#8217;Opinione &#8211; <a href="http://notapolitica.it/2011/12/10/rossi_politica10-12.aspx">NotaPolitica.it</a>, 10 Dicembre 2011 <em><br />
</em><span style="color:#33cccc;">Imagine:</span> <span style="color:#ff6600;">René Magritte, La Riproduzione vietata, 1937</span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1694/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1694/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1694&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La democrazia dei badanti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 18:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[In principio fu la “democrazia diretta”. La inventarono i greci, quelli che oggi sono presi a schiaffi dall’Europa che conta, &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/11/24/la-democrazia-dei-badanti/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1687&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/11/heinrich-kuhn-bildnis-1908.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1688" title="Heinrich Kuhn, Bildnis, 1908" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/11/heinrich-kuhn-bildnis-1908.jpg?w=203&#038;h=216" alt="" width="203" height="216" /></a></span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">In principio fu la “democrazia diretta”</span>. La inventarono i greci, quelli che oggi sono presi a schiaffi dall’Europa che conta, ma che a quel tempo presero a schiaffi persino i persiani che erano un po’ gli americani di allora. La democrazia diretta dava “direttamente” al popolo il potere esecutivo e legislativo, ma non durò a lungo, solo il tempo necessario ad aiutare il formarsi di una delle civiltà superiori nella storia dell’umanità. Con approssimazione, potremmo dire che è morta perché non poteva essere pensata al di fuori delle mura di una polis; e in fondo anche al di dentro, visto che degenerava troppo spesso in oligarchia e tirannia. Oggi viene richiamata solo nelle utopie demenziali di piazze frustrate (fisiche o virtuali) ma è più folklore che altro.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">Molti secoli dopo arrivò la “democrazia rappresentativa”</span>. La inventarono gli americani, quelli che ancora oggi prendono a schiaffi i greci, gli europei e il resto del mondo. Gli americani decisero che il potere doveva essere esercitato dal popolo non direttamente, ma attraverso suoi rappresentanti che il popolo stesso sceglieva. Questa democrazia è durata fino ad oggi ed è servita a conciliare, meglio di qualsiasi altra forma di governo, la libertà individuale e il benessere economico con la complessità del moderno. E’ attorno ad essa che i padri europei pensarono si potesse costruire l’Europa uscita frantumata dalla seconda guerra mondiale. Ma parliamo di signori  che si chiamavano De Gaulle, Adenauer, De Gasperi, giganti che credevano che la politica fosse il principio di legittimità di qualsiasi costruzione storica; <span style="color:#0000ff;">che fosse un’Europa delle nazioni, carolingia o popolare, per loro la politica aveva il primato sull’economia perché esprimeva la sovranità del popolo e il diritto alla autodeterminazione. La democrazia rappresentativa di tipo parlamentare doveva essere il caposaldo a fondamento dell’autorità morale dell’Europa</span>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Invece, l’Europa voluta dai banchieri e costruita da una burocrazia senza alcuna legittimazione ha puntato fin dall’inizio sullo svuotamento della democrazia limitando le sovranità nazionali e il ruolo dei parlamenti. <span style="color:#0000ff;">La tecnocrazia ha preso il sopravvento sulla politica e la democrazia è divenuta un optional</span>. D’altronde, come ha ricordato recentemente Chris Booker sul Telegraph: “gli architetti dell’Unione Europea non hanno mai specificato che essa dovesse essere una democrazia”.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Oggi la democrazia rappresentativa esiste ancora in America, in Europa sempre meno. Con i gol messi a segno a Italia e Grecia, la tecnocrazia sta vincendo 2 a 0 sulla politica e non è detto che qualche altro gol non riesca a segnarlo.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Solo in questa Italia ipocrita e conformista si fa finta di non vedere quello che in Francia, Gran Bretagna e Germania è dibattito quotidiano: e cioè la fine della democrazia parlamentare e con essa della politica e l’avvento di un nuovo tempo in cui una tecnocrazia finanziaria e burocratica senza volto e con molte identità governerà l’Europa e i suoi popoli. <span style="color:#0000ff;">Mentre in Italia, in questa piccola provincia dell’impero eurocratico, si continua a blaterare di art. 92 della Costituzione per provare a trovare un gancio cui appendere i propri pruriti morali, il Financial Times, il giornale dei banchieri, afferma candidamente che in Europa la democrazia è <a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/abccdedc-0ae3-11e1-b9f6-00144feabdc0,Authorised=false.html?_i_location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2Fabccdedc-0ae3-11e1-b9f6-00144feabdc0.html&amp;_i_referer=#axzz1eeGd2TcO">“un lusso antiquato”</a> che le elite europee non possono più permettersi</span>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Il paradosso è che oggi le deboli leadership politiche dell’Europa sono divenute complici di questo processo. Molti giornali europei hanno confermato che Berlusconi è stato deposto per imposizione del “Gruppo di Francoforte”, <a href="http://www.spectator.co.uk/essays/all/7378428/europes-hit-squad.thtml">definito dal britannico The Spectator </a>“una cupola che fonde la gerarchia Ue (Draghi, Barroso e la Lagarde) e il potere finanziario della Germania” e che di fatto guida le scelte della Merkel e di Sarkozy. Un’operazione decisa fuori dall’Italia e imposta ad uno stato (ora non più) sovrano.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">Il duo Merkozy, accettando che i leader democraticamente eletti di Italia e Grecia venissero “rimossi chirurgicamente” (la frase è del Financial Times) e sostituiti con esperti tecnocrati, hanno scavato un solco incolmabile tra il primato della politica e l’irruzione di forme elitarie di governo che loro ora credono di governare, ma che presto governeranno anche loro</span>. <a href="http://www.economist.com/node/21538204">Come ha avvertito l’Economist</a> “le decisioni non possono più essere legate ai tempi e alle questioni di 17 parlamenti nazionali”. Il messaggio è chiaro: chi vuole rimanere nel club dorato dell’Euro si metta l’anima in pace e accetti che qualcuno decida al suo posto. Il passaggio storico è avvenuto: <span style="color:#0000ff;">dopo la democrazia diretta e quella rappresentativa siamo giunti alla “democrazia dei badanti”</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#808080;">© La Padania, 24 Novembre 2011 </span><em><br />
</em></strong><span style="color:#33cccc;">Imagine:</span> <strong><span style="color:#ff6600;">Heinrich Kuhn, Bildnis, 1908</span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1687/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1687&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Poteri forti&#8221; e interessi sconfinanti</title>
		<link>http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/11/21/poteri-forti-e-interessi-sconfinanti/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 19:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[qualche idea]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma insomma, questi benedetti “poteri forti” esistono o no? E sono poi così forti? La politica è quella che traspare &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/11/21/poteri-forti-e-interessi-sconfinanti/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1678&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#008080;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/11/diane-arbus-unknown-wrestlers-1970.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1681" title="Diane Arbus, unknown wrestlers, 1970" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/11/diane-arbus-unknown-wrestlers-1970.jpg?w=174&#038;h=216" alt="" width="174" height="216" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;">Ma insomma, questi benedetti “poteri forti” esistono o no? E sono poi così forti? La politica è quella che traspare dalle dichiarazioni dei leader di partito e nei dibattiti, o risponde a dinamiche più complesse e invisibili che ne condizionano il corso?  </span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Prima sgombriamo il campo dal tentativo di ridicolizzare la questione dei “poteri forti”, facendo credere che chi la pone sia un nostalgico dei Protocolli dei Savi di Sion o un fan di Dan Brown. Se per “poteri forti” s’intendono centri occulti di ombre silenziose che tessono la ragnatela di conquista del mondo, tra logge massoniche di ogni grado e grembiule, o confraternite esoteriche di culti paranoici, allora siamo d’accordo: i poteri forti non esistono.  Ovvio però che qualche riserva rimane comunque, a meno che non vogliamo credere che 130 signori tra i più potenti del mondo finanziario, economico e politico, ogni anno si riuniscono segretamente nel Gruppo Bilderberg per parlare di vacanze a Cortina o per un semplice seminario di studi di economia politica.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Ma allora <span style="color:#0000ff;">cosa sono i “poteri forti”? Sono quegli ambiti di potere autonomo che nella complessità di una società moderna si sostituiscono alla politica, sfruttandone le fasi di debolezza, condizionando la vita democratica senza avere alcuna legittimazione per farlo</span>. E la forza dei “poteri forti” è tanto maggiore quanto è debole quella della politica. <span style="color:#0000ff;">Il potere è come uno spazio fisico, che non contempla l’idea del vuoto. Perché il vuoto è la sua negazione. Questo spazio va riempito con ciò che si chiama “decisione”, ovvero ciò che consente al potere di svolgere la sua funzione e rispondere alla sua ragion d’essere</span>. La democrazia rappresentativa è stata la forma di governo moderna che meglio ha saputo conciliare la legittimazione del potere con l’idea di consenso, garantendo alle nazioni che l’hanno adottata la possibilità di coniugare libertà individuali, diritti collettivi e benessere economico. Questo è stato possibile perché alla base della democrazia rappresentativa, e solo di essa, risiede la sovranità del popolo e il suo diritto a scegliere da chi farsi governare: è questo principio che fonda la supremazia della politica sull’economia e su qualsiasi altro settore della società.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">I “poteri forti” non sono poteri occulti ma manifesti, spesso costituzionalmente garantiti, la cui azione però travalica le proprie funzioni e sconfina nello spazio politico alterando le regole del gioco</span>. Per esempio, nel Cile di Allende e di Pinochet, l’esercito era o no un “potere forte”? Certo che si. Ed il suo operato ha travalicato o no la sovranità popolare? Beh, direi proprio di si.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Facciamo un altro esempio che ci riguarda da vicino: in questi ultimi 20 anni, in Italia, la magistratura è stata o no un “potere forte” in grado di condizionare la vita democratica? Certo che si. Il famoso avviso di garanzia a mezzo stampa che costrinse Berlusconi (sempre lui!) a dimettersi nel ’94, così come il circuito mediatico-giudiziario costruito in questi anni per condizionare l’azione della politica, rappresentano un superamento dei limiti costituzionali consentiti.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">I “poteri forti” non agiscono mai da soli, ma si devono appoggiare a figure istituzionali che ne avallino l’operato e ne diano parvenza di legittimità. Nel Cile di Pinochet fu la maggioranza del Parlamento, nell’Italia del 1994 e in quella del 2011, l’avallo di un Presidente della Repubblica.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">In Europa, che non è uno Stato ma una moneta, i poteri forti sono ovviamente quelli finanziari. Come ci racconta tutta la stampa europea, sono stati loro, rappresentati da Bce, Fmi e gerarchia Ue, ad aver sancito la fine dei governi democraticamente eletti in Grecia e Italia. <span style="color:#0000ff;">Quando i poteri forti intervengono, la democrazia viene sospesa</span>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">E comunque,  se i poteri forti non esistono,  ecco una proposta: per ogni banchiere che fa il ministro senza passare per il voto popolare, mettiamo un non-banchiere a capo di una banca, senza passare per il CdA. Se dobbiamo rimescolare le carte facciamolo bene. Se la politica fatta dai banchieri diventa più pulita, magari la finanza, non più in mano a questi geni dell’economia che hanno giocato con l’euro, cessa di essere il mare di squali che ha generato la crisi che noi stiamo pagando.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><strong><strong><strong><a href="http://www.iltempo.it/2011/11/21/1303101-forze_occulte_solo_sconfinanti.shtml">© Il Tempo, 21 Novembre 2011</a> </strong></strong><strong><em><br />
</em></strong></strong></span><span style="color:#33cccc;">Imagine:</span><span style="color:#ff6600;"> Diane Arbus, Unknown wrestlers, 1970</span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1678/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1678/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1678&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aprite gli occhi!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 16:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Aprite gli occhi, questo è un atto di guerra. Non ci sono carri armati ai confini, né eserciti schierati. E’ &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/11/12/aprite-gli-occhi/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1664&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/11/ross-copperman-cd.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1666" title="Ross Copperman, cd" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/11/ross-copperman-cd.jpg?w=529" alt=""   /></a></span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">Aprite gli occhi, questo è un atto di guerra</span>. Non ci sono carri armati ai confini, né eserciti schierati. E’ qualcosa di più asimmetrico di qualsiasi guerra asimmetrica sia stata mai ipotizzata. Senza eserciti invasori, né cellule terroristiche dormienti, il nemico si presenta nebuloso: è un cloud di flussi digitali che alimenta l’ossigeno delle economie e, nello stesso tempo, lo toglie. Un grande polmone elettronico che rimbalza da Wall Street a Londra, da Tokyo a Parigi, giocando sulle nostre vite, sul nostro futuro e sulle nostre speranze. Questo nemico è solo apparentemente impalpabile; esso è brutale e spietato. Fuori da ogni metafora, <span style="color:#0000ff;">l’Italia</span> <span style="color:#0000ff;">sta subendo il più violento atto di guerra dalla fine del conflitto mondiale. Il più feroce attacco alla propria sovranità nazionale. Un governo democratico, legittimamente eletto, cade non solo per semplici dinamiche politiche; ma per un attacco sistemico alla sua economia, ai suoi interessi nazionali e alla sua immagine da parte di un potere finanziario e mediatico, globale e onnipotente</span>. La parola d’ordine diventa “calmare i mercati” e per farlo la direzione della politica viene deviata all’indietro. <span style="color:#0000ff;">Questa guerra la vogliono vedere in pochi perché in troppi hanno già trattato la resa col nemico</span>. E questo avviene con la complicità di un pezzo della classe politica, debole, mediocre, incapace di comprendere che quello che sta avvenendo non è la semplice fine di un governo o la morte dell’odiato nemico. Ma è la fine della politica stessa, la resa incondizionata della sua <em>auctoritas</em>, come principio sovrano espressione della volontà popolare.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"> Il ricatto è compiuto. Ciò che il politically correct chiama in maniera eufemistica “turbolenze dei mercati finanziari” ha un altro nome: <span style="color:#0000ff;">speculazione. Lo strumento moderno di una tecnocrazia finanziaria sempre più aggressiva, che sta ridisegnando, a immagine dei propri interessi, l’ordine mondiale liquidando la democrazia in Europa come noi la conosciamo da oltre 150 anni. Una tecnocrazia finanziaria che manovra capitali, uccide economie reali, ricatta governi e insidia la libertà di scelta dei cittadini d’Europa.</span></span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Svuotati di sovranità (a partire dalla impossibilità di compiere il più elementare atto di uno Stato, cioè battere moneta), i governi europei sono ormai ridotti ad essere revisori dei conti che altri impongono; attraverso una burocrazia europea non legittimata, nascosta dietro la maschera di un parlamento, quello di Bruxelles, unico parlamento al mondo che non esprime alcun governo visibile. L’attacco parte contro gli stati più deboli e arriva a quelli più appetibili.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Non abbiate paura a dire quello che in tanti pensano. Certo, <span style="color:#0000ff;">i maestrini del nuovo Leviatano trasparente, vi accuseranno di essere complottisti, vi metteranno ai margini come paria, vi beffeggeranno. Tireranno fuori dal loro cilindro numerelli e analisi ad hoc. Smentiteli. L’economia italiana va meglio di un anno fa</span>. Lo dice persino Confindustria in un recente report elaborato dalla Direzione Analisi Economiche, che la Marcegaglia si è dimenticata di leggere. E cioè che l’alto debito pubblico italiano cresce meno di quello di altri paesi più virtuosi come Francia e Germania e addirittura è tra quelli che cresce meno in Europa. Che il debito aggregato, quello che mette insieme debito pubblico e privato (settore finanziario, imprese, famiglie) è tra i più bassi d’Europa, ben sotto quello di Gran Bretagna, Francia e Spagna. Che la nostra crescita è certo debole, la più debole tra i paesi avanzati, ma non drogata perché le nostre famiglie sono le meno esposte alle bolle speculative che hanno travolto i risparmi in Usa, Uk e Spagna. Che l’Italia è esposta all’estero per soli 4 mld di dollari contro i 56 della Francia, i 34 della Germania e i 14 della Gran Bretagna. Che la nostra industria nel primo semestre del2011 haavuto un aumento dell’export superiore alla media Ue. Questa è la realtà che tutti sanno, soprattutto coloro che la nascondono.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">La verità è che ci stanno conquistando, anzi acquistando. Anzi addomesticando</span>. Ernst Jünger una delle ultime voci libere d’Europa, ammonì che “la condizione dell’animale domestico porta in sé quella dell’animale da macello”. <span style="color:#0000ff;">Ogni grande progetto di pianificazione si fonda su una strategia combinata di menzogna e di paura</span>. Ciò che i media stanno facendo da mesi in Italia.  <span style="color:#0000ff;">Ma per non divenire bestie da macello bisognerebbe rispondere alla menzogna e alla paura con la verità e il coraggio. Proprio ciò che la politica italiana sta dimostrando, in queste ore, di non avere</span>.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><strong><strong>© Il Tempo, 12 Novembre 2011 </strong></strong><strong><em><br />
</em><span style="color:#33cccc;">Imagine:</span> <span style="color:#ff6600;">Welcome to reality, copertina cd di Ross Copperman, 2007</span></strong></span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1664/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1664&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>la morte del tiranno</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giampaolo rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[qualche idea]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>

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		<description><![CDATA[La morte del tiranno ha sempre qualcosa di assoluto, rappresenta la fine di un mondo. Se poi è violenta, assume &#8230;<p><a href="http://blogdellanarca.wordpress.com/2011/10/26/la-morte-del-tiranno/">Continua a leggere &#187;</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1655&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#008080;"><a href="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/10/foto_michelangelo_merisi_il_caravaggio_03.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1657" title="foto_Michelangelo_Merisi_il_Caravaggio_03" src="http://blogdellanarca.files.wordpress.com/2011/10/foto_michelangelo_merisi_il_caravaggio_03.jpg?w=243&#038;h=148" alt="" width="243" height="148" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;">La morte del tiranno ha sempre qualcosa di assoluto, rappresenta la fine di un mondo. Se poi è violenta, assume l’aspetto di un vero e proprio “punto e a capo della storia”. Insomma, è uno di quei rari momenti in cui la realtà sembra trovare un suo senso, a volte nello stesso momento in cui lo perde. La morte di Gheddafi, in questo, non è stata da meno, anzi è stata da più.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Il nuovo edificio che si sta costruendo in Africa e in Medio Oriente aveva bisogno di una porta d’ingresso da chiudere e sprangare una volta oltrepassata, per non tornare più indietro; l’entrata obbligata dentro la nuova storia che, non è detto, sarà migliore dell’altra. Nel VI secolo a.C., a Mitilene, dopo la morte del tiranno Mirsilo, il poeta Alceo, suo fiero oppositore, cantò la propria gioia con euforia dionisiaca: <em>“Ora, bisogna ubriacarsi. Ora, bisogna che ognuno a forza beva. Mirsilo è morto”</em>. Ma la storia si prende gioco delle intenzioni e poco dopo Alceo dovette fuggire in esilio dal nuovo tiranno Pittaco di cui era stato sostenitore.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Oggi l’Alceo libico non brinda più alla morte del tiranno, si fa fotografare trionfante e spavaldo a fianco del suo corpo martoriato; non compone più versi da lasciare ai posteri ma gira filmati agghiaccianti perché i suoi contemporanei sperimentino la presa diretta con l’odio, la vendetta, il sangue. La morte del tiranno non basta più. Bisogna mostrare la sua paura, la sua solitudine disperata. Attraverso l’orrore delle immagini bisogna chiudere il tempo, il tempo del tiranno.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">I media visivi che hanno cambiato la nostra percezione della realtà, ci hanno assicurato il dominio dell’immagine sulla parola. Con esso, siamo entrati nella storia senza più le mediazioni del racconto. Fotografia, cinema, televisione, hanno rappresentato un nuovo tempo narrativo: quello dell’immediatezza. Entrare con l’immagine dentro la morte di un tiranno accentua l’idea di fine del tempo. L’esposizione del suo corpo, una volta limitata a pochi, ora è possesso di tutti. Essa serve ad illuminare la scritta del “game over” e a far capire al popolo che è iniziata una partita nuova. Fu così per il vigliacco spettacolo dei corpi scempiati del Duce e di Claretta, fu così per i corpi crivellati dei coniugi Ceaucescu. Ma nei tempi di internet e dei social media, l’immagine acquista un valore più distruttivo. <span style="color:#0000ff;">L’agonia impaurita di Gheddafi trasmessa su You Tube, così come il goffo Saddam Hussein che sale sul patibolo ripreso da un telefonino, servono a umiliare il tiranno, non solo ad ucciderlo. Sconfiggere il suo dis-onore per generare un vuoto, un buco nero sulla sua memoria</span>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Eppure nel gioco di specchi che ogni immagine produce, si genera a volte un ribaltamento di senso, un rovesciamento del significato: l’orrore visto e non più raccontato produce anche un senso di <em>pietas</em> che mai alcuno avrebbe provato per il tiranno. L’umano che è in noi prende forma laddove si compie il gesto più disumano: la morte di un uomo per mano di un altro uomo. Non a caso, <span style="color:#0000ff;">“immagine” racchiude in sé la parola magia</span>. Gli ultimi attimi di Gheddafi, la sua paura, il suo stupore perso, il gesto semplice di pulirsi il sangue dal viso, gli hanno consentito una possibilità di riscatto verso il mondo: tornare un essere umano nello stesso tempo in cui si è chiusa per sempre, con lui, una porta della storia.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">La morte di Gheddafi segna così il “punto di non ritorno” della complessa primavera araba. Il rituale perenne del sangue che redime, il rito iniziatico del passaggio da un prima a un dopo. Per coloro che hanno acceso i cambiamenti, questo “punto di non ritorno” non poteva essere rappresentato da un dittatore in fuga (Ben Alì) o da uno in prigione (Mubarak). Ne serviva uno morto da mostrare al mondo per far sapere che nulla sarà più come prima. Il Colonnello era la perfetta e lecita vittima sacrificale, al centro esatto di un incrocio del destino: un dittatore sanguinario che nei suoi 40 anni di potere aveva compiuto crimini contro il suo popolo, commesso atrocità terroristiche e costruito passaggi segreti nel labirinto del potere internazionale.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">Il rais non è morto per la pallottola stolta di un ragazzino di 20 anni. E’ morto perché i padroni di questa guerra dovevano chiudere una porta e, nello stesso tempo, consegnare al silenzio uno dei testimoni più imbarazzanti</span>. L’ipocrisia di chi oggi si scandalizza della sua esecuzione è la stessa di chi ha voluto una guerra per difendere le ragioni umanitarie di ribelli libici che a loro volta le violavano contro i loro nemici.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;"><span style="color:#0000ff;">Davanti al massacro dell’Hotel Mahari, dove decine di giovani soldati lealisti, alcuni trascinati lì feriti dal vicino ospedale, sono stati uccisi a sangue freddo con un colpo alla nuca dai ribelli anti-Gheddafi, un medico libico ha posto la domanda al giornalista del New York Times: “che tipo di democrazia può valere tutto questo sangue?”.</span> Già.  Questa domanda ricorre dentro ogni guerra civile. <span style="color:#0000ff;">Se la democrazia fosse solo l’eliminazione del tiranno, varrebbe poco combattere per essa. Lo dovrebbero aver capito da tempo i costruttori di nuovi ordini mondiali</span>.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#008080;">Dell’immagine dell’agonia di Gheddafi, rimane un ammonimento, per tutti: a volte gli uomini che divorano il mondo da esso poi vengono mangiati. I tiranni che rendono la morte un rito collettivo, da oggi hanno visto quanto il mondo può sfamarsi con loro.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008080;"><strong>© Il Tempo, 17 Ottobre 2011 </strong></span></strong><strong><span style="color:#008080;"><em><br />
</em></span><span style="color:#00ffff;">Imagine:</span><span style="color:#ff6600;">Caravaggio, Giuditta e Oloferne, 1599</span></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogdellanarca.wordpress.com/1655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogdellanarca.wordpress.com/1655/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blogdellanarca.wordpress.com&amp;blog=24464314&amp;post=1655&amp;subd=blogdellanarca&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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