Nicola, fratello di Fuori di Casa, mi ha mandato questo …video... bello, bello, bello. Una canzone della Gulliver’s band dedicata a Fabrizio Quattrocchi. Un video semplice e suggestivo… guardatelo, ascoltatelo e diffondetelo il piu’ possibile… questa canzone è un dono più grande di qualsiasi medaglia civile… è ciò che ferma il ricordo di un atto, ciò che lo fa esistere.
L’ascolto con amore e tensione… e mi vengono in mente le parole di Gottfried Benn: “ cio’ che non si esprime non esiste”.

COSI’ MUORE UN ITALIANO

Fragile vita mia in un secondo
te ne stai andando da questo mondo.
Non riesco neanche più a disprezzare
chi alla mia vita sta dando fine.

Non ho più lacrime da versare
io sono un uomo che sa accettare.
Non m’interessa più la giustizia
il fucile punta già la mia testa

non voglio sapere neanche il perché
se era destino che toccasse a me.
Le palpebre pesano sopra i miei occhi
e mi rassegno al fatto che mai piu la rivedrò…

Davanti a me
C’e un grande prato di girasoli
io disteso guardo su.
Ferite non ho e dagli affanni,
sono lontano

Cosi’ muore un italiano…

Sbiadite immagini dei pensieri
mi mostrano i pianti dei miei cari.
Troppo difficile rassegnarsi
gli direi com’è qui se potessi

Perché conoscevo le probabilità,
sapevo dei rischi che questo lavoro ha.
Dio mio tu perdonali che anch’io lo faro’
ti prego fa in modo che si ricordino di me

Da quando sto qua, mi trovo a stare
sopra le stelle
e dormo sulle nuvole

dovunque io sia
c’e’ Lui che mi accompagna per mano

Davanti a me
c’e un grande prato di girasoli
io disteso guardo su.
Felice volo via dagli affanni
sono lontano

Cosi’ muore un italiano…