...risposta tardiva alle obiezioni del post precedente…

Allora, proviamo a prendere le cose per quello che sono. Una provocazione serve a sbloccare dibattiti ingessati come quello sul razzismo, per cui Di Canio che fa il saluto romano in curva è un nostalgico della Gestapo, mentre il prof. Veronesi, che dice che un embrione umano è uguale ad un embrione di scimpanzè è un benefattore dell’umanità; e se Peter Singer afferma che la vita di una bambina handicappata ha meno valore di quella di uno scimpanzé sano, non lo rinchiudono in una gabbia ma gli danno una cattedra a Princeton e lo chiamano filosofo.
C’è qualcosa che non funziona. La storia è strana perché si muove attorno ai luoghi comuni.
Dire che le origini illuministe del razzismo è cosa risaputa tra gli storici non vuol dire nulla se il senso della storia non diviene patrimonio comune. Chi ha studiato sa un sacco di cose… ma spesso non le dice. Per esempio chi ha studiato sa che buona parte delle leggende nere sulla Santa Inquisizione sono appunto leggende, inventate di sana pianta dalla storiografia protestante per sputtanare un po’ la chiesa di Roma…eppure, recentemente, sul magazine del Corriere, si poteva leggere un articolo in cui una famosa giornalista (che come tutti quelli che studiano poco, parla molto) scriveva che la Chiesa si era macchiata di MILIONI di morti con la Santa Inquisizione….
Lasciamo perdere la stupidaggine se erano più antisemiti i tedeschi cattolici o quelli protestanti. Una gara nell’orrore non ha vincitori né vinti. I padri della Chiesa lo erano…antisemiti… ma per essi l’ebreo era convertibile alla vera religione e quindi aveva la possibilità del riscatto. Per Lutero no.
Anche il riferimento all’antichità è una stupidaggine. Nessuna civiltà antica ha mai elaborato una dottrina razzista. Per i Romani i barbari erano inferiori nel modello sociale, nei costumi, ma a nessun romano in toga sarebbe mai venuto in mente di immaginare una “soluzione finale” per i Goti o gli Unni; e se la schiavitù era elemento di equilibrio del sistema economico, ai barbari era però concessa la possibilità di romanizzarsi e quindi di accedere anche alle più alte cariche dello Stato e dell’esercito.
E’ solo con la modernità che il razzismo diventa ideologia, costruzione sistematica e lucidamente razionale di uno sterminio, legittimazione ideologica e scientifica della superiorità di gruppi di uomini su altri. Al di là della provocazione è ovvio che l’illuminismo (come la Nutella o Tex Willer) non è di sinistra… né di destra. Il problema è capire perché quell’onda anomala che avrebbe dovuto “illuminare” l’umanità liberandola dall’oscurantismo della religione abbia prodotto le oscurità atroci del ‘900; via dalla religione, via dai dogmi, via dalle verità rivelate… e dentro una modernità impazzita. Sia chiaro, oggi neanche noi beceri reazionari potremmo “non dirci illuministi”…esattamente come Benedetto Croce non poteva non dirsi cristiano…
Ma se l’illuminismo si sposa con il personalismo cristiano produce i diritti universali dell’uomo; se si sposa con il relativismo zapatero produce il nulla che avanza.
Oggi c’è o non c’è una cultura, un pensiero che immagina, promette ed auspica la superiorità
qualitativa di un uomo su un altro? C’è una cultura che dice che la vita di un bambino talassemico è meno dignitosa di quella di uno non talassemico? Possiamo non chiamarlo razzismo… piccola e grande ipocrisia che si cela dietro l’uso delle parole; possiamo rivestirlo di stoffa pregiata…di una bella seta umanitarista del cavolo che fa credere che affermazioni come questa di James Watson non siano follie razziste ma buoni propositi filantropici:

“Sono fortemente a favore del controllo genetico del destino dei nostri figli. Vogliamo smettere di avere figli che facciano piangere i genitori (…) Un giorno i figli autistici potranno non nascere”.
Ma questa cultura c’è… drammaticamente diffusa, imposta da élites culturali e difesa dai nuovi titani della tecnoscienza. Allora una domanda si pone: questo nuovo razzismo eugenetico, ancora presente nella nostra società… dove si colloca… al limite di quale pensiero? E’ evidente, in quella cultura relativista figlia impazzita dello scientismo… e dell’illuminismo. Se il razzismo di ieri era figlio dell’illuminismo, il razzismo eugenetico di oggi ne è il nipote. Chi ieri misurava le mandibole e giudicava la superiorità di un uomo sull’altro sulla base della conformazione del cranio… oggi lo fa sulla base dell’analisi genetica scegliendo se un embrione è superiore all’altro. La deriva è la stessa… incardinata nella nostra cultura. Ed è una deriva molto, molto di sinistra.
Carmelo Porcu è un parlamentare; è affetto dalla nascita da tetraparesi spastica irreversibile: oggi, con la diagnosi pre-impianto, i bambini come lui non vengono fatti nascere…per salvaguardare i genitori dalla sofferenza (ovvio), per difendere loro da una “non-vita” (ovvio), per il bene di tutta la società (ovvio). Questo peloso amore che ama un’astratta umanità e non l’uomo… lui ce lo smonta:
“All’epoca in cui mia mamma mi portava in braccio, da piccolino, la gente che ci incontrava si commuoveva. ‘Oh poverino, questo bambino!’, le dicevano. Qualche volta anche esagerando, in maniera pietistica, ma comunque sempre esprimendo solidarietà. Adesso, al contrario, le donne come mia mamma (che sono delle donne-coraggio, donne che faticano in maniera sovrumana per portare avanti la vita dei loro figli disabili, che amano i loro figli e più sono disabili e più li amano) invece di sentirsi amate, ammirate o comunque di sentire la solidarietà degli altri, si sentono quasi rimproverate: ‘Perché hai messo questo figlio al mondo? Non c’hai pensato? Ti è sfuggita la situazione di mano?’. Io allora mi chiedo: perché non facciamo loro coraggio, piuttosto di scoraggiarle a fare nascere quelli come me? E poi qual è la giuria? C’è chi accampa la pretesa assurda di poter dire a un altro uomo: ‘Tu non sarai felice’”.
Insomma, da una parte c’è Carmelo Porcu, felice nella sua infelicità, vitale nelle sua “non-vita”, dignitoso nelle pretesa laicista di una esistenza non degna; dall’altra c’è il razzismo buonista ed umanitario di chi crede che aborto, eutanasia, selezione genetica siano misure della libertà individuale dentro una cultura che relativizza il bene e il male perché bene e male non hanno alcun valore.
Io, cattolico e ahimè di destra, credo nel principio personalista (cristiano e laico) per cui un essere umano ha valore ASSOLUTO in quanto tale, non se è allergico al polline oppure no…
Il prof. Bonicelli, illustre biologo illuminato e illuminista… e molto di sinistra crede che se
“s’intende per eugenetica la scelta di certi individui piuttosto che altri (…) si tratta di una pratica sacrosanta”.
Qui si gioca la battaglia contro il nuovo razzismo, contro l’impazzimento neo-iluminista… contro chi vuole costruire l’umanità che non c’è… il resto sono solo “chiacchiere e distintivo”…