Camilian Demetrescu, omaggio al detenuto politico

Mr. Goran Lindblag è un sorridente deputato svedese del PPE il quale, credo, sappia ben poco delle liti in diretta tra Bertinotti e la Bonino. Il suo nome però è legato ad uno storico documento approvato il 25 gennaio scorso, dal PACE (l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) che raccoglie i rappresentati di 46 paesi europei, dall’Irlanda alle Repubbliche caucasiche. Il documento, dal titolo “Need for international condemnation of crimes of totalitarian communist regimes” detta le linee di condanna dei regimi comunisti europei e traccia (per la prima volta in Europa), il percorso da adottare affinché si possa realizzare una riconciliazione con le vittime di quei sistemi.
La risoluzione, partendo dalla considerazione della scarsa consapevolezza nell’opinione pubblica internazionale circa la reale portata dei crimini commessi dal comunismo in Europa, specifica che: “The violations have differed depending on the culture, country and the historical period and have included individual and collective assassinations and executions, death in concentration camps, starvation, deportations, torture, slave labour and other forms of mass physical terror”.
Pur riconoscendo il ruolo svolto da alcuni partiti comunisti europei nell’acquisizione della democrazia, invita gli attuali partiti comunisti o post comunisti degli Stati membri del Consiglio d’Europa a “riesaminare la storia del comunismo e il proprio passato (…) e a condannarli senza ambiguità”.
Ricorda inoltre che: The fall of totalitarian communist regimes in Central and Eastern Europe has not been followed in all cases by an international investigation of the crimes committed by them. Moreover, the authors of these crimes have not been brought to trial by the international community, as was the case with the horrible crimes committed in the name of National Socialism (nazism)”.
Nelle conclusioni si afferma infine che: “L’ideologia comunista, dovunque si è realizzata, sia in Europa che altrove ha prodotto terrore, crimini e violazione dei diritti umani su larga scala. Nell’analizzare le conseguenze di questa ideologia non si possono ignorare le somiglianze con un’altra ideologia del ventesimo secolo, vale a dire il nazismo. Anche se reciprocamente ostili, questi due regimi hanno avuto un certo numero di caratteristiche comuni (…).Tuttavia, mentre il carattere criminale dell’ideologia nazista e del rispettivo regime è stato riconosciuto da almeno mezzo secolo ed i suoi capi e responsabili giudicati pubblicamente, l’ideologia ed i regimi comunisti non hanno incontrato una reazione paragonabile”.
La condanna in realtà non si limita solo al dato storico dei regimi, ma investe le caratteristiche intrinseche dell’ideologia che lo stesso Lindblag ha definito “perversa”.

In Italia la notizia è ovviamente passata sotto silenzio per non disturbare gli alleati ex-post-neo comunisti dei padroni del vapore che gestiscono l’informazione.
Ma una minima difesa d’ufficio dell’indifendibile, è stata affidata a Rina Gagliardil’occhialuta paleocomunista di Liberazione. La poverina, dopo essere quasi “sobbalzata dalla sedia” alla ferale notizia e dopo aver scomodato il sempreverde senatore McCarthy (magari ci fosse stato in Europa…) ha raccolto le idee e ci ha lasciato una serie di riflessioni straordinarie per farci comprendere la deriva psicologica dei comunisti del nuovo millennio, concludendo con una neanche tanto velata minaccia: “(…) Finchè ci sarà il capitalismo, e la sua regressione sociale e civile, finchè il profitto muoverà il mondo, l’economia, i mercati, finchè ci saranno “ingiustizie” e disuguaglianze, finchè le bestie del nazismo, del razzismo e dell’antisemitismo continueranno ad allignare, caro Lindblag e cara Europa, là ci sarà un comunista”.
Finché ce ne sarà uno ci preoccupiamo poco; resta la speranza che un giorno Rina Gagliardi e i suoi compagni abbiano il coraggio di andare a dire queste scemenze… per esempio qui dentro.