“Se vivessi in Italia voterei per Berlusconi e per il centrodestra. Sarebbe una scelta convinta, non esiterei neppure un attimo”. Il Cavaliere è “una personalità unica, straordinaria. Mi ha sempre affascinato la sua storia di imprenditore che crea un impero televisivo, diventa dal nulla uno degli industriali più potenti d’Europa, e a un certo punto sceglie la politica, inventa un partito che non esisteva, e in poche settimane arriva al governo vincendo le elezioni. Trovo tutto questo un vero prodigio italiano, una specie di grande vicenda rinascimentale”.
Sul “coglioni” detto agli elettori di Prodi: “Beh, mi sono divertito come un matto. Penso che si tratti di una trovata a effetto, di un altro colpo di genio di questo straordinario personaggio. Ma ha visto cosa è successo? Tutti a parlare di questo, in tutta l’Europa”.
Su Romano Prodi: “Ho imparato a conoscere Prodi come presidente della Commissione europea. Una gestione di assoluta inconcludenza, che ha acuito ancora di più la distanza fra le istituzioni di Bruxelles e i cittadini europei. Prodi, con i suoi continui appelli alla serietà, con la sua aria da professore che alterna il sorriso bonario al tono di chi sta facendo lezione al mondo intero, le confesso che mi dà tristezza, mi annoia. Il contrario esatto di Berlusconi”.

John Le Carré intervistato da Il Tempo, domenica 9 aprile 2006