Non ci sono più scuse: la Cassazione l’ha decretato e, malgrado voi rosikoni di Tocqueville, il nostro Paese ha voltato pagina: è bastato poco, un semplice annuncio et voilà… il latte per i bambini non finisce più alla quarta settimana e l’Italia è tornata ad essere la sesta potenza economica del mondo. Pasqua è passata, pasquetta pure, il rientro c’è stato, il Governo sarà forte, il Caimano non ha ancora telefonato ma presto lo farà… Hamas invece si… Bush sta per fare il numero con la mano lordata di sangue e Diliberto correrà a rispondere. Nel frattempo Moretti ha parlato… e ha detto che ora spera che ci sia un Ministro dei Beni Culturali più competente; Moretti non sa che al peggio non c’è mai fine… un po’ come per i suoi film. Insomma l’Italia ha ricominciato a vivere dopo 5 anni di regime. Ora non ci sono più scuse. E quindi io accampo il mio diritto di cittadino lusingato: ora voglio che Prodi mi organizzi la felicità! Lo pretendo, lo esigo, me lo ha promesso. Altro che quelle cazzate sull’Ici, sulla legge Biagi, la Presidenza della Camera, il Quirinale; è la felicità ciò che serve all’Italia… una bella felicità organizzata, pianificata, determinata, burocratizzata. Istituisca un Ministero alla Felicità, chiami a sè esperti, intellettuali… organizzi un concorso internazionale, riconverta uno dei 15.000 consulenti di Veltroni insomma… insomma decida lui ma io ora voglio la mia porzione di felicità organizzata. Tenga fede a quell’impegno preso davanti a milioni di telespettatori: come crede lui… ha carta bianca, forte di una maggioranza netta e indiscussa: mi dia in prestito la Ferilli per 12 ore, mi mandi la Lazio in serie B, mi spedisca Caruso a Cuba…faccia quello che vuole ma mi organizzi questa benedetta felicità.

“State sicuri, voi che mi avete votato e anche voi che non mi avete votato, che io sarò il Presidente di tutti gli italiani, tutti!”. Qualcuno l’ha letta come una minaccia; invece è il senso di desiderio frustrato di uno che non riesce ad essere il presidente dei suoi… e vuole essere il presidente di tutti. Ma io lo prendo sul serio… ho fiducia in quel volto bonario… in quegli occhietti strizzati che sembrano cattivelli ma non lo sono affatto. Quindi se è anche il Presidente mio, che non l’ho votato, vuol dire che non ci sono preferenze… e che anche io ho diritto alla mia dose di felicità organizzata. E non facciamo che ora chi ha la tessera della CGIL ha diritto a più felicità degli altri… come succede per i posti di lavoro nel Comune di Roma.
Prodi ha detto altro… e mi ha colpito nel cuore: “governeremo. Lo vogliono gli elettori di 5 continenti”; qualcuno pensava che si sarebbe limitato ad unire il Paese… invece no: vuole unire il mondo… da trastevere a brokkolino tutti uniti nell’Ulivo… perché la felicità non ha confine, supera popoli e nazioni. Vuoi vedere che hanno ragione i miei amici diessini quando dicono che il quoziente intellettivo di Prodi è inversamente proporzionale alla sua megalomania?
Devo dire la verità… abbiamo atteso a lungo l’annuncio… e anche temuto che qualcuno il naso tra le 600.000 schede annullate ce lo ficcasse veramente. Le occhiaie arcobaleno di quella lunga notte a S.S. Apostoli ce le siamo già scordate: Fassino che brindava con mestizia, Rutelli che non si era tolto nemmeno l’impermeabile convinto che tanto sarebbe finita presto; l’unica contenta era la Sbarbati dall’alto del suo 0,1% aveva l’aria di quella che sa che un’occasione del genere è difficile che gli ricapita. Poi il Presidente di tutti gli italiani ha confermato il suo programma, incisivo e riformatore: “Pace, armonia e serietà”; …azzo, …azzo e …azzo. E voi che dite che non ha un progetto per il paese; sarà spettacolare vedere Rita Levi Montalcini correre zoppicante al Senato a votare la legge sull’armonia; o il senatore dell’Oceania arrivare trafelato con la valigia per votare un ddl sulla serietà. Ma niente ironia maledetti tocque-villani…qui si volta pagina sul serio… è la nuova “primavera del Paese”, che detto da uno che faceva il ministro nel 1978 è dura da digerire.

Il bollettino del Maresciallo Diaz è stato puntuale e chiaro:
11 Aprile 2006 – Ore 19:08
“Care amiche, cari amici, La PrimaVera è arrivata!
L’Italia ha scelto di guardare al futuro con ottimismo e serietà e lo ha fatto con forza, con convinzione, con gioia. Sono tante le sensazioni che provo mentre scrivo queste parole. Gratitudine, emozione, felicità. Il vostro è un voto che unisce, un voto che testimonia la voglia di “esserci”. E quando c’è partecipazione non ci può essere preoccupazione.La responsabilità alla quale vengo chiamato è alta e storica. Il Paese non può permettersi altri cinque anni di indecisioni e di scelte sbagliate. E tra gli abbracci e i sorrisi si fa strada, forte, il mio primo pensiero, quello di fare in modo che non ci siano più due Italie, quella dei “pochi” e quella degli “altri”.Viviamo in un grande Paese che da oggi è un Paese “nuovo”. Anche e soprattutto grazie a voi. Un’Italia di tutti che apre le sue braccia al mondo, forte della sua tradizione, dei suoi valori e delle sue idee. Saranno cinque anni meravigliosi. E, insieme, restituiremo davvero il sorriso al Paese. Grazie di cuore”.
Romano Prodi

Incorniciate questa cazzate… le ha scritte sul suo blog … per poi eliminarle forse per decenza. Noi ce le siamo conservate per ritirarle fuori tra 12 mesi al massimo… quando tornerà l’inverno… felicità permettendo!