L’on. Francesco Caruso non ha partecipato al minuto di raccoglimento che la Camera dei Deputati ha dedicato ai caduti italiani di Nassiriya; è entrato in aula dopo aver atteso fuori che tutto fosse finito. Forse era a pisciare… si sa l’emozione del primo giorno. Forse ha pensato che un minuto di raccoglimento con applauso finale fosse un tributo eccessivo ai servi dell’imperialismo. Forse non ha proprio pensato… perchè uno che dice che l’attentato di Nassiriya è “un atto deprecabile ma che va contestualizzato”… probabilmente è un mentecatto.
D’altro canto, a cercare bene tra i meandri del suo profondo elaborato culturale, viene fuori questa
chicca, scritta dal carcere di Viterbo dove è finito 3 anni fa insieme ai/alle compagni/e … di merende per un grande atto rivoluzionario compiuto in nome dei diseredati “del movimento dei movimenti” ; Gramsci, almeno, nelle galere fasciste c’era finito per cospirazione politica non per aver svuotato un supermercato. Ma ciò che colpisce non è tanto il cumulo di scemenze scritte… quanto la firma… che individua la personalità:
Francesco Caruso
carcere di Mammagialla, Viterbo, Italia, Europa, Pianeta Terra
25 novembre 2002, Anno Secondo della Guerra Globale Permanente


Uno che firma così più che un mentecatto è un vero e proprio imbecille. Ed ora, Aprile 2006, Anno Sesto della Guerra Globale Permanente… il disobbediente che giustifica i kamikaze e vuole sciogliere i Ros, ne ha fatta di strada, dal carcere di Viterbo al Parlamento italiano per evitare di ritornare in carcere.
Un anno fa, in un convegno alla Fiera di Roma, alla presenza del gotha della disobbedienza radical chic, con Valentino Parlato, il prof. Asor Rosa, Stefano Benni, Susan George, il nostro onorevole aveva detto: “(…) bisogna avere la capacità di rilanciare e rafforzare i nostri percorsi di lotta, i conflitti sociali che ci hanno visti protagonisti e che sono ancora tutti in piedi (…).Dobbiamo evitare che il movimento si trovi, da qui a pochi anni, tra chi va al governo e chi va in galera”… appunto e quindi lui ha pensato bene di andare al governo… per non finire in galera con tutti i procedimenti a carico che ha.
Ha detto che non metterà la cravatta… perché è il segno della distanza dalla società civile. Ha detto che terrà per sè solo il 10% dell’indennità, “il resto al partito e agli avvocati che difendono i compagni nei guai con la giustizia”… e che dovranno difendere anche lui. Gli bastano le rendite che papa’ e mamma’ gli hanno intestato. Gli appartamenti, gli oltre 35 terreni (tra vigneti e pascoli), i possedimenti in Calabria che compongono una visura catastale di 7 pagine che il miliardario proletario si tiene ben stretti.

Guardo la faccia laida dell’on. Caruso e penso che questa sinistra mi fa schifo. Ma non così per dire; proprio schifo schifo. Credo sia la peggiore sinistra d’Europa: vile, ipocrita, falsa, attaccata al potere del quale ha sempre conservato i privilegi; l’unica sinistra incapace di esprimere un leader riformista credibile e costretta ad affidarsi ad un vecchio boiardo di Stato democristiano che tra una seduta spiritica e l’altra rappresenta una delle figure più corrotte e inquietanti della storia del nostro paese.
Perché il problema è anche questo: l’assenza di una sinistra decente. Oggi che la classe operaia è andata in paradiso, ci ha lasciato l’eredità di un comunismo senza più comunisti; la caricatura di ciò che la storia ha buttato nella spazzatura della memoria; un comunismo che non ha più proletari da riscattare ma solo interessi da tutelare e balordaggini intellettuali da rivendicare. Un comunismo che ha perso operai e lavoratori e si è tenuto sindacalisti, intellettuali, figli di papà che giocano alla rivoluzione, burocrati della pubblica amministrazione… insomma il peggio di questa Italia. Un comunismo che ama a dismisura il capitale ma odia i capitalisti, che non nutre più una coscienza di classe (che quel pazzo profeta di Céline aveva già capito nel ’38 che era solo una “demagogica fottitura”) ma solo l’odio ideologico e lo snobismo. Un comunismo che del vecchio senso storico,
come prevedeva Karletto (Marx), si è tenuto la farsa… dopo la tragedia.
Forse ha ragione Filippo Facci quando scrive: “Caruso non esiste, rendiamocene conto, è di una pochezza impressionante, esiste al limite la sotto-sotto-sotto galassia che abbiamo deciso che lui rappresenti perché ogni tanto sfascia qualcosa ma soprattutto perché noi abbiamo bisogno di facce”… e che facce! Ma Caruso è lo specchio di questa sinistra italiana senza progetto, carica di contraddizioni, che ama le piazze ma anche i salotti confindustriali; legata al filo doppio del potere e sempre in lotta al fianco di chi il potere già ce l’ha.

Guardo quella faccia arrogante, livorosa, carica di odio ideologico e ci vedo lo specchio di un’Italia irreale, che esiste solo sui giornali e mi consolo pensando all’altra di Italia: quella sommersa, nascosta, invisibile agli intellettuali, ai giornalisti, ai sondaggisti. L’Italia che Paolo Mieli non conosce, che Dario Fo non capisce, che D’Alema non considera, che Rossana Rossanda disprezza, che Caruso aggredisce; ma è l’Italia che garantisce a tutti loro libertà, civiltà e benessere. L’Italia della gente normale. L’Italia che entra nel dolore e nelle grandi questioni che la storia pone con la semplicità del buonsenso, della dignità e dell’amore… e che sta nelle parole della mamma del capitano Ciardelli: “prego Dio che protegga tutti i ragazzi che sono laggiù in Iraq. E che devono rimanerci, perché il terrorismo va combattuto e sconfitto” .
E mentre questa parte del paese, piange i nostri soldati caduti a Nassiriya, per la pace… al pacifista che spera in un’inesistente Guerra Mondiale Permanente per dare un senso all’inutilità di una politica ipocrita; che non crede sia doveroso dedicare neanche un minuto di silenzio ai soldati di quel paese che ora lui dovrebbe rappresentare; che strizza l’occhio ad Hamas; che si accompagna a quelli che brindano per ogni americano sgozzato e per ogni italiano saltato in aria su una mina; che parla di repressione dentro un sistema che permette a lui e ai suoi compagni nullafacenti di fare e dire quello che vogliono… a lui e a quelli come lui che oggi governeranno il paese, noi che siamo comunque gente di onore, facciamo gli auguri per il nuovo incarico istituzionale al servizio della nazione. All’on. Francesco Caruso, parlamentare della Repubblica Italiana: in bocca al lupo… balordo!