Francesco Clemente, Two Horizons a Thousand, 1978, Paul Maenz, Cologne

Scena: Roma, piazza Colonna, Palazzo Chigi. Giornata di sole leggermente ventosa. Una mattina di primavera dopo le piogge di ieri, dopo il sole dell’altro ieri e dopo le piogge dell’altro ieri ancora. Un dì come tanti nella Roma veltroniana dove persino la primavera, come l’Ara Pacis, s’inaugura ogni mese.
Attori: 50 malandati energumeni dei Cobas, con bandiere rosse d’ordinanza, striscione srotolato (contro la legge Biagi), fischietti e megafono; professionisti della piazza senza partita Iva che, dalle Alpi alle Piramidi…dal 25 Aprile al 1° Maggio, nel precariato dilagante un posto fisso ce l’hanno sempre…in piazza appunto.
Comparse: 8 annoiati celerini di guardia e svariati turisti tedeschi a cosce scoperte che guardano e sorridono in alemanno (sindaco)…(ché in Germania ancora non usano il veltronese).
Ciak, si gira: 50 fanciulletti di Forza Italia, con bandierine della Cdl, educati, carini, benvestiti, puliti, lavati con Perlana e qualcuno pure con l’ammorbidente, stirati e senza una piega, sbucano dalla galleria Alberto Sordi…marciapiede opposto. I due gruppi non possono entrare in contatto perché via del Corso è un tappeto di macchine e non ci passerebbe nemmeno lo scheletro di Fassino…ma che non si dica…perché il traffico, nella Roma veltroniana, è come la nebbia di Totò e Peppino: c’è ma non si vede.
Esce Berlusconi dopo avere rassegnato le dimissioni: fischi, urla, “buuu!”, “baaa!”, “beh…però in fondo in fondo!”. I giovani lavati con Perlana abbozzano il massimo della trasgressione: uno slogan provato e riprovato per giorni al cospetto dello stato maggiore del partito: uno, due e tre…”un Presidente, c’è solo un Presidente, un Presideeente…”.
Gli energumeni fischiano, smadonnano, imprecano. Escono i primi ministri. Gli energumeni fischiano, smadonnano, imprecano. Escono i secondi ministri. Gli energumeni fischiano, smadonnano, imprecano. Esce la Prestigiacomo… splendida femmina sicula… di carattere e grinta. Gli energumeni fischiano, smadonnano, imprecano : lei alza il pugno chiuso verso di loro che, invece di essere contenti, s’incazzano ancora di più. Qualcuno canta “Bella Ciao” all’indirizzo di lei…malcelando l’invidia per chi ha avuto come ministro una come la Prestigiacomo…mentre loro solo Rosy Bindi.
Tutto qui. Durata della scena…10-15 minuti forse. Poi anche l’Anarca nullafacente se ne va.

Ora, Repubblica.it riporta l’accaduto più o meno fedelmente. Il Corriere.it invece no. Come d’incanto gli energumeni con le bandiere rosse, gli striscioni e il megafono diventano “un folto gruppo di passanti, senza bandiere, ma di orientamento politico vicino all’Unione che stanziano da ore di fronte al portone di Palazzo Chigi”.
Ora, premessa l’incongruenza, ché se un passante “staziona da ore”…vuol dire che non è un passante ma uno “stazionatore”. Ma per quale ciufolo di motivo uno dovrebbe stazionare per ore davanti a Palazzo Chigi (a meno che non sia un vigile, la Colonna Traiana, l’edicola sulla piazza o uno sfigato cameraman di Telesicilia Channel?). Semplice, perché sta facendo una manifestazione… esattamente quella che stavano facendo gli energumeni dei Cobas con bandiere, striscione, fischietti e megafono.
Le piccole sfumature fanno le grandi bugie ed il tentativo è fin troppo chiaro; contrapporre due Italie: da una parte i replicanti di professione, ingenui fanciulli sul libro paga di Berlusconi. Dall’altra i sinceri cittadini che, casualmente passano di lì, vedono il despota per strada e sfogano su di lui e i suoi accoliti la rabbia per 5 anni di regime subito; come fosse uno spontaneo moto popolare di disgusto e non l’ennesima manifestazione di fankazzisti di professione.
Se in questo paese il Corriere della Sera (seppure puntoittì) diventa peggio di Repubblica (sempre puntoittì)… allora la cosa si fa grave. E non tanto per le solite stronzate: la libertà d’informazione, il pluralismo, il diritto di cronaca, la deontologia professionale di una professione che vede punte d’eccellenza Enzo Biagi e Lamberto Sposini. Quanto perché in tutto questo merdaio che è l’informazione online, andando avanti così mi tocca continuare a leggere il blog dell’Anarca.