“Lui si sentiva vivo come non mai e fremente di gioia, fiero di aver domato la paura. Poi, senza indugio alcuno, si attillò le ali al corpo e si scagliò a capofitto. Stava volando a perpendicolo a ben duecento e quattordici miglia all’ora. Deglutì. Se gli si spalancano le ali, addio, di lui non rimarrà che un milione di pezzetti di gabbiano. Ma la velocità era potenza, era gioia, era bellezza (…) Non poteva fermarsi (…). Allora chiuse gli occhi”.
(Richard Bach – il gabbiano Jonathan Levingstone)

E’ piccola, piccola tra tutti quegli onorevoli grandi, grandi. I nomi illustri, gli sguardi severi; c’è chi la scruta con sufficienza, chi con curiosità… chi con quel misto di arroganza e invidia che rende vivace la lotta contro il mondo; è immenso pure il Transatlantico… al suo confronto sembra una piazza d’armi.
“Piacere, sono Stefania Craxi, ti ho votata”.
“Ciao, volevo conoscerti sono Miccichè, ti ho votata”. E lei lì, a stringere mani, a regalare sorrisi, a dosare l’ironia.
“Romano…ti volevo presentare una persona… Zzzzzzzz…. Romano? Psss, Romano?…ehi Romano sveglia, sono Fini!… Volevo presentarti Giorgia Meloni!”.

Giorgia dalla Garbatella, quartiere rosso de Roma, dove chi fa politica dalla parte sbagliata sopravvive all’odio e alla violenza; dove solo poche settimane fa tre ragazzi di destra hanno avuto la testa aperta dalle spranghe di quei figli della borghesia arcobaleno… nella Roma silente del letargo veltroniano.
Giorgia dalla Garbatella, quartiere anche un po’ nero de Roma, dove la politica è passione, amore, radicamento. Giorgia, che a 15 anni sceglie di entrare in una sezione del Msi… senza un perché… o forse con tanti perché. Giorgia nel movimento studentesco, a liberare la cultura e a immaginare una scuola diversa, pensata e sognata per chi vuole un futuro… oltre i grigi signori dell’utopia. Giorgia, in prima fila per i diritti dei popoli: dai Saharawi, all’Irlanda. Giorgia nelle battaglie per la vita con dignità, coraggio e intelligenza.
Giorgia Meloni: a 21 anni la più giovane consigliera provinciale d’Italia, a 25 la prima ragazza a guidare un’organizzazione giovanile, a 29 la più giovane vicepresidente della Camera.
E oggi lei è la nuova scommessa “futurista” che la destra lancia; come quando Marinetti giocava col destino e con l’età:“I più vecchi di noi hanno 30 anni: eppure noi abbiamo già sperperato tesori, mille tesori di forza, di audacia, di astuzia e di rude volontà; li abbiamo gettati via impazientemente, in furia senza contare, senza mai esitare, senza riposarci mai, a perdifiato”.
Quando abbiamo saputo la notizia… eravamo insieme a tanti altri nel “cenacolo dei cercatori insaziabili”. Lei è arrivata scura in volto, tesa, impaurita, come gettata dentro qualcosa d’indefinibile. L’ombra che non si modella fa paura. C’è qualcosa di immenso nelle cose inaspettate: il fatto che sembrano un dono…e forse lo sono. La vera sfida sarà tutta qui. Certo, i regolamenti della Camera, i cavilli giuridici, i tranelli degli “inciucioni” di professione, ma la sfida per Giorgia sarà in quel dono da accettare ma pronto ad essere restituito, nel senso della misura di ogni cosa, con l’ironia verso sè e la consapevolezza del dovere verso l’intera comunità nazionale. Se saprà dimostrare che il senso dello Stato non sta nei vegliardi imbroglioni che presiedono assemblee, negli eloqui raffinati dei nostalgici della guerra civile, ma in chi sa amare questo Paese e donarsi; in chi sa ricordarlo antico e pensarlo moderno… se saprà fare questo avrà vinto la sfida e avremo vinto noi.

E allora… alla nostra piccola grande Giorgia, perchè il sorriso di Paolo ti accompagni, perché la voce di Mak ti sussurri e ti rassicuri, perché quel maledetto anello del potere cada nel fuoco, perché tu sappia conservare l’ironia e quel salutare senso di precarietà che ci ha fatto sempre vincere le sfide impossibili. Via dalle lusinghe e dentro la vita …per non diventare come loro. A Giorgia, perché un abbraccio più grande del mondo ti arrivi da tutti noi. C’è ancora tanta strada da fare… senza timore, spaccando in mille pezzi la paura perché quello che conta, vada come vada, è già nel nostro cuore: “scopri quello che conosci già… allora imparerai come si vola”.