Cavolo ragazzi, non reggo il vostro ritmo. Sfornate post a ripetizione… ma cosa fate nella vita? Gestite una bloggeria a orario continuato?
Io al contrario, siccome devo lavorare per campare… e non faccio il sindacalista… ho bisogno di tempo per aggiornare la discussione. Eppoi, sarà l’età, sarà la pancia, sarà la strada in salita, il caldo, ma io sto ansimando… arf arf, cerco di starvi dietro e di rispondervi a pezzi e bocconi.
Fiuuuu…allora, solo per dirvi che scrivere un post in coppia non rende più veri e convincenti i contenuti… ma magari amplifica le castronerie.
Ovviamente la mia critica alle vostre posizioni era modestamente più sottile ed intelligente di come l’avete ridotta voi… ma non ho la pretesa di spiegarvelo. Potete rileggere il post precedente e il dibattito sviluppatosi sui commenti per averne un’idea. Rimango convinto che su temi complessi come questi, affermare che: “un governo (che ci piaccia o meno) ha pieno diritto a fare quello che vuole”… sia una castroneria bella e buona.
Ma c’è qualcosa di peggio che scrivere ca(pe)zzate… per esempio dare delle mu(s)sate in faccia alla ragione, parlando del caso Mussi e della decisione arbitraria di questa sottospecie di ministro di ritirare la firma italiana dalla Dichiarazione etica europea. Scrive Cantor: “Davide Romano ci fa poi notare in questo post come il gesto di Fabio Mussi, giudicato troppo affrettato e non rispettoso della prassi parlamentare, non si discosti in questo contesto dal comportamento dell’ex ministro Letizia Moratti in occasione della firma da lei apposta alla dichiarazione di blocco”.
In realtà Davide Romano non ci fa notare nulla. Semplicemente riporta una dichiarazione di quel fantomatico ministro di nome Fabio Mussi, senza un’analisi critica, il che può comportare gravi errori di valutazione.
La Moratti, a suo tempo, fece proprio altro rispetto a quello che ha fatto l’attuale ministro baffuto. La sottoscrizione della Dichiarazione etica europea avvenne dopo aver interpellato il Governo di cui lei faceva parte e dopo aver ricevuto parere favorevole dal Comitato nazionale di bioetica; inoltre, non si ritenne opportuno il dibattito parlamentare, poiché proprio in quei mesi il Parlamento (con maggioranza trasversale), aveva approvato la Legge 40…legge perfettamente in linea con gli intenti della Dichiarazione che l’Italia si accingeva a firmare. Al contrario Mussi, nella decisione di ritirare la firma dal blocco dei paesi europei che si oppongono alla sperimentazione sugli embrioni, non ha coinvolto il Governo di cui fa parte (come ha confermato, con non poco imbarazzo, il vicepresidente del Consiglio Rutelli durante il question time dove è stato sollevato il problema), non ha consultato il Comitato nazionale di bioetica ed avrebbe dovuto coinvolgere il Parlamento in una decisione che contrasta palesemente con la legislazione italiana attualmente in vigore.
Quindi, Mussi ha sbagliato. Quindi chi difende l’operato di Mussi sbaglia.
Siccome la campanella che suona avverte che la ricreazione per me è finita e la maestra mi richiama in aula (ho la nuova lezione di “indignazione applicata”… sapete com’è, sono ripetente) vi saluto non prima di una breve considerazione in risposta al vostro colto sottotitolo: di Valery non ricordo frasi apprezzabili riguardo l’indignazione. Ricordo però la presa di consapevolezza sul fatto che “Noi, le civiltà, ora sappiamo che siamo mortali”. Ecco, penso a Mussi, alla superficialità con cui si affrontano temi complessi e vitali, penso alla deriva eugenetica dentro cui sta precipitando l’Occidente tecnocratico… penso agli scimpanzè di Zapatero e concludo che la nostra civiltà, più che mortale è morta…. anzi quasi in decomposizione.

P.S.: l’Anarca non appartiene alla loggia dei “fratelli radicali del grande Oriente tocquevillano”… ma spera ugualmente che questo post venga aggregato per almeno 1-2 minuti sulla home page, giusto per provare a riequilibrare i 6 mesi di onnipresenza continuata di post contrari.

Update: siccome si tende a confondere la libera discussione (seppur colorata con ironia) con la faida, l’Anarca specifica che ai suoi nemici in genere riseva indifferenza… lama più gelida e affilata di un coltello. Al contrario, l’attenzione riservata a Cantor e Davide conferma il suo interesse e la sua curiosità per due dei più stimolanti blogger di Tocque-ville.