Alla fine, stringi stringi, il problema sembra essere solo questo; ridotto ai minimi termini, ripulito di quelle fastidiose questioni moraleggianti e piccolo borghesi, troppo noiose e reazionarie per essere oggetto di riflessione… quali ordine pubblico, legalità, certezza della pena…; spolpato fino ad arrivare all’osso, il problema risulta essere solo e soltanto questo: ma l’indulto è di sinistra o di destra? Perché ‘sto fatto che abbiano votato a favore pure quelli di Forza Italia un po’ disorienta.
Tra i colti intellettuali che animano il dibattito in questa sinistra afosa, non si discute d’altro. Si aggirano con la lente d’ingrandimento in mano a cercare le tracce di uno straccio di purezza ideologica che possa giustificare quelle scelte politiche che incrinano le certezze di ieri, quando era tutto più facile perché bastava andare contro… e si era dalla parte giusta.
E allora, ci si sveglia la mattina e si cerca un pedigree degli atti politici, che metta a posto le coscienze. Non è importante che una decisione funzioni, che sia fondata su un sano realismo, che possa coinvolgere l’interesse nazionale (vecchia retorica patriottarda). No, è importante che essa sia coerente con la teoria, con i principi, con quella vaga antropologia dell’essere di sinistra che non bisogna mai tradire anche quando, in realtà si tradisce il buon senso e l’intelligenza.
E così per l’indulto Luigi Manconi, colto sociologo e figlio di quella politica dell’utopia che da 30 anni ci dà lezione su come costruire un modello di società giusta e libera, seminando deserti e sfacelli, ci tranquillizza con una lettera su
l’Unità: “Non è forse di sinistra riconoscere lo svantaggio (economico, sociale e culturale) che contribuisce a portare migliaia di povericristi in galera? Non è forse di sinistra pensare che la pena tanto più è legittima quanto più rispetta la dignità della persona e le offre una possibilità di emancipazione? Non è forse di sinistra (…) l’opportunità concessa a migliaia di persone, di sottrarsi legalmente ad un regime di costrizione e di degrado e di correre il rischio della libertà? In caso contrario, cos’è di sinistra?”

Proviamo a dirlo noi a Manconi: è di sinistra la demagogia libertaria che non tiene conto delle ricadute sociali degli atti politici. E’ di sinistra la convinzione che la responsabilità personale sia elemento accessorio e secondario rispetto allo “svantaggio economico, sociale e culturale” che porta a delinquere. E’ di sinistra la riedizione post-moderna e melensa del “buon selvaggio” per cui, in fondo in fondo la colpa è sempre degli altri, delle ingiustizie sociali, della proprietà diseguale, perché se non ci fossero galere, guardie, secondini, reazionari, borghesi egoisti… il mondo sarebbe un grande arcobaleno.
E’ di sinistra la schizofrenia di chi ha inventato i tribunali del popolo nel dopoguerra e quelli proletari negli anni ’70, che ha massacrato un’intera classe politica a colpi di giustizialismo
ma poi si appella al garantismo per giustificare un indulto che con il garantismo non c’entra nulla (qui non si parla di garanzie processuali ma di pene definitive da scontare).
E’ di sinistra questo schifosissimo indulto, demagogico quanto basta, che non seve ad affrontare il problema dell’emergenza carceraria (che infatti non viene affrontato) e che non si pone il problema del sistema giudiziario tanto che non è rivolto ai detenuti in attesa di giudizio o in custodia cautelare per esempio (cioé soggetti cui far valere ancora la presunzione d’innocenza), ma libera persone che hanno commesso reati, che sono state riconosciute colpevoli “con condanna definitiva” dopo tre gradi di giudizio.
E’ di sinistra la retorica sui povericristi che vanno in galera, per colpa della società, dimenticando che questo indulto (allargato ai tre anni) non libera ladri di biciclette, ma rapinatori, malavitosi, spacciatori di professione, sequestratori, la più facile manovalanza delle organizzazioni criminali. E’ di sinistra strafregarsene degli unici veri povericristi, quelli in divisa che rischiano la pelle ogni giorno per difendere libertà personali e beni di tutti noi e che vedono oggi quelli che loro hanno messo in galera, uscire senza una certezza né una garanzia di pentimento.
E’ di sinistra far finta di non sapere che, durante l’ultimo indulto del 1991, (peraltro più leggero di questo) i reati passarono, in un anno, da 1.350.000 a 1.740.000 (circa 390.000 reati in più in un anno)… e che oggi si rischia un costo sociale ancora più grande.
E’ di sinistra sbraitare sull’ingerenza vaticana se un Papa parla di indissolubilità del matrimonio e richiamarsi poi a Giovanni Paolo II per l’indulto, dimenticando che il papa polacco nel suo discorso al Parlamento del 2002 chiedeva un atto di clemenza “senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini”… cosa che invece avviene quando si liberano senza controllo sociale 20.000 persone.

Al contrario, pensare il mondo partendo dalla persona e dalle libertà individuali non è cosa che appartenga storicamente alla sinistra… e questo è il limite che Manconi non capirà mai.

La legge sull’indulto appena approvata dal governo Prodi sta consentendo a migliaia di persone che hanno commesso reati anche gravi di uscire dalle carceri senza alcun reale e concreto progetto di risocializzazione e di possibilità di reinserimento… tranne gli spazzolini da denti e i buoni pasto di 5,25 euro che ha dato loro Veltroni… per due giorni. La maggiorparte di questi rimarranno senza lavoro e molti anche senza casa. Quale piano sia stato adottato per il loro reinserimento non si sa, semplicemente perché non esiste.
Nella speranza che poi ci pensino la Caritas e la Comunità di S. Egidio a risolvere i problemi.
La maggiorparte di loro tornerà a delinquere in tempi brevi e a riaffollare quelle carceri che una cultura 68tarda pensa di svuotare con gli indulti.
E mentre il Ministro dell’Interno rilascia stucchevoli interviste in cui, prendendosela pure con quella parte di opposizione che ha votato l’indulto obbligando ad inserire i reati finanziari e contro l’amministrazione (come se non interessassero i suoi colleghi di governo), dice che non ci sarà un aumento della criminalità; dall’altra il Viminale invia una “circolare urgente” a tutti i prefetti perchè mettano in atto ”necessarie azioni” di prevenzione generale dei reati in relazione al recente provvedimento di clemenza che ”può determinare una pericolosa lievitazione della commissione di reati” (ANSA del 4 Agosto).

Ecco… combinare casini come questi… è di sinistra.

Immagine: Vincent Van Gogh, Il cortile della prigione (part.), 1890

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