Guido Reni, la Strage degli Innocenti, particolare Anche quando sgozzano Theresia, Yusriani e Alvita perché vanno in una scuola cattolica … è colpa nostra.
Anche quando promettono il paradiso delle vergini ad un bambino imbottendolo di tritolo… è colpa nostra.
Anche quando tagliano la testa a Nick Berg e ai civili innocenti… è colpa nostra.
Anche quando mettono le bombe nei mercati di Baghdad, nelle stazioni di Madrid e di Londra… è colpa nostra.
Anche quando fanno saltare in aria gli autobus a Gerusalemme… è colpa nostra.
Anche quando fanno il tiro al piccione con i bambini di Beslan… è colpa nostra.
Anche quando uccidono 3.000 persone a New York… è colpa nostra.
Anche quando predicano la follia nelle moschee e nelle piazze piene di fanatismo… è colpa nostra.
Anche quando ci odiano per ciò che siamo… è colpa nostra.
Anche quando incendiano le nostre bandiere, distruggono i crocifissi, devastano le chiese… è colpa nostra.

Anche quando seminano la cultura dell’odio nelle nostre città al sicuro di una libertà che noi garantiamo per loro ma non sappiamo più garantire per noi… è colpa nostra.
Anche quando quello che ha aperto il cuore a Theo Van Gogh dice “lo rifarei di nuovo”
è colpa nostra.
Anche quando il 40% dei musulmani inglesi vorrebbe la sharia a Londra… è colpa nostra.

Anche quando offendono e minacciano il Papa per ciò che non ha mai detto nè pensato… è colpa nostra.
Sarò prevenuto, ma mentre m’incolpo di tutto e batto il mio petto laico, incapace di comprendere una tolleranza che assomiglia sempre più a una resa, io sento rulli di tamburi in lontananza… come una tempesta che si avvicina. C’è puzza di una guerra che io non ho mai voluto. Poi però leggo i giornali importanti, ascolto gli intellettuali colti e raffinati, mi affido ai politici democratici e tutti mi dicono: “tranquillo dobbiamo solo dialogare, comprendere, integrare, condividere, immedesimare, rispettare, accettare, farci perdonare…”. Boh! Io continuo a sentire puzza di guerra. Ma non c’è tempo: tutti dentro i propri affari… abbiamo ancora troppe cose da vendere e da comprare, buoni propositi da smerciare a basso costo.
Ma più continuo a battere il mio petto pieno di colpa e più il mio demone incivile mi dice: è una guerra, è una guerra, è una guerra. E allora penso: che si fa in genere in una guerra? O si combatte o si scappa… e noi non stiamo combattendo. Speriamo solo che non ci raggiungano troppo presto.