Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista, viene intervistato a Radioanch’io sulla Finanziaria; filo diretto con gli ascoltatori e domande da studio… tutto secondo copione. Ad un certo punto viene fuori il tema della tassa sui SUV, che ancora nessuno ha capito chi la dovrà pagare e chi no e sopratutto sulla base di quale criterio. A questo punto il segretario rifondarolo dice: “io vedo circolare nella città di Roma, tanti SUV; adesso mi spiega l’utilità, oltre il grado di inquinamento di questi autoveicoli, ma anche di funzionalità di un mezzo così rilevante, cosi pesante, così dispendioso? (…) credo complessivamente nel mutamento degli stili di vita e quindi di questa esibizione della ricchezza che dal mio punto di vista ha anche elementi di volgarità generale; sto parlando per una riforma morale ed intellettuale del Paese, come direbbe Gramsci, e poi io ritengo che tutti quanti noi dovremmo contribuire a determinare un nuovo stile di vita”.
Ora, premesso che se Giordano avesse letto veramente Gramsci saprebbe che non ha mai detto, né scritto, né pensato una cazzata del genere… altrimenti non lo avrebbero messo in galera ma in manicomio. Premesso che la tassa sui SUV non si basa su nobili motivazioni di lotta all’inquinamento visto che il criterio è quello del peso dei veicoli. Il problema di fondo (che traspare ogni qualvolta qualcuno di questi geni parla a vanvera, cioè quasi sempre) è che questa Finanziaria, prima di essere una manovra economica, è una manovra ideologica. E’ come se si volesse imporre un modello di società che si scontra con una modernità complessa dove le categorie sociali e culturali sono altre.
Perché “esibire la ricchezza” sarebbe una cosa volgare? E sopratutto, cosa vuol dire “esibire ricchezza”? Stare al volante di un SUV significa ostentare ricchezza e stare al timone dell’Ikarus no? C’è in Italia una sinistra vecchia e decrepita, che la storia ha provveduto a sputare fuori dal suo corso e che qui da noi rinnova un modo di pensare e diffondere l’immaginario secondo una logica fuori dal tempo, per cui la ricchezza (o il benessere o la semplice aspirazione a questo) è una colpa dentro una logica di impoverimento del sistema; la ricchezza non va diffusa, allargata, ma colpita… dietro una retorica della “ridistribuzione” che in realtà è solo un modo per tutelare le sacche parassitarie e assistite del paese e colpire il dinamismo di chi la ricchezza la produce.
E’ la sinistra che vuole “organizzarci la felicità”, sovietizzare le imprese private, determinare con leggi e balzelli un “nuovo stile di vita” (al singolare perché altri non sono consentiti) giudicando ciò che è sbagliato e ciò che è giusto. E’ una sinistra che mostra l’odio sociale perché continua a pensare alla società con un forma mentis feudale, dove il ricco (o il benestante) è il possidente e non il “produttore di ricchezza” per sé e quindi anche per gli altri. L’Idea per cui si sprecano idiozie come quelle di Giordano, è un’idea confusa e premoderna, ancora più irreale perché sono scomparsi da tempo i soggetti sociali che un tempo la legittimavano. E per capire la stupidità di quello che dicono questi tizi non serve neanche aver studiato Gramsci. Basta aver letto Flaiano: “si battono per l’Idea, non avendone”.
update: l’Anarca segnala un post di Cantor che prende spunto dalla stessa intervista di Giordano