Sergio Luzzatto è uno storico; di più, è uno storico giovane; di più è uno storico giovane, professore all’Università di Torino; di più, è uno storico giovane, professore e editorialista del Corriere della Sera; di meno, è incazzato a morte con Giampaolo Pansa e ce lo spiega in questo articolo. Perché, secondo lui, quello che scrive Pansa sono cose che tutti sanno “sono state dette e ridette, scritte e riscritte, interpretate e reinterpretate con ben maggior sottigliezza rispetto a Pansa – da tutti i migliori studiosi (…)”. Ma allora, se sono cose che si sanno “scritte e riscritte”… perché tutti s’incazzano quando Pansa si limita a ripeterle? Perché Giorgio Bocca arriva a dire che i libri di Pansa“sono cose che vanno proibite per legge”?
Perché per esempio a scuola, ancora oggi, s’insegnano cazzate tipo: “I partigiani esercitarono le rappresaglie sempre e soltanto sui nemici nazisti e fascisti fatti prigionieri, non mai sulla popolazione civile, neppure quando questa si dimostrava attesista e opportunista” (Camera-Fabietti, Elementi di Storia XX secolo, Zanichelli, p. 1569). Perché per decenni, migliaia di italiani trucidati dai comunisti a guerra finita (e solo dai comunisti perché né partigiani liberali, azionisti o cattolici compirono atti analoghi), furono rimossi dalla coscienza collettiva?
Ma siccome Sergio Luzzatto storico giovane, docente e editorialista ha poco senso del limite, sconfina nell’analisi sociologica e continua: “Senza conoscere studi al riguardo (frase di per sè già emblematica per uno che fa lo storico), si può ipotizzare che il profilo merceologico del cliente di Pansa (…) è un cliente che non sa distinguere fra chi ha credito scientifico e chi non ce l’ha e per il quale comprare un libro prolunga il gesto di fare zapping sul telecomando” . E poi? Chi altro comprerebbe i libri di Pansa? Semplice: “un nocciolo duro, in via di estinzione per fatali ragioni anagrafiche, è dato dagli ex del Fascio e di Salò”.
Insomma quelli che leggono Pansa o sono “coglioni” o sono “fascisti”. Il che in effetti sembrerebbe rispecchiare l’Italia uscita dalle ultime elezioni politiche; un’Italia spaccata a metà tra chi ha votato Berlusconi (i fascisti) e chi ha votato Prodi (i coglioni).
Quindi ricapitoliamo: le indagini demoscopiche ci dicono che l’Italia è divisa in due tra “coglioni” e “fascisti”; Luzzatto ci dice che i libri di Pansa li leggono i “coglioni” e i “fascisti”. Ergo, candidiamo Pansa premier e, hai visto mai, che ci togliamo di mezzo ‘sto schifo di bipolarismo…

Immagine: vignetta di Giovanni Guareschi, dal Candido del 28 Settembre 1946; la frase dice: “era un qualunquista: leggeva l’Avanti!”