Ma io dico, tutti lì a dare per scontata questa bufala: 2 milioni!… Ma vi rendete conto? 2 mi-lio-ni. Ma possibile che gliela abbiamo data a bere così e ci sono cascati tutti? Possibile che nessuno si sia accorto dell’imbroglio? Non capisco come mai il fior fiore dell’intelligenza italica e progressista sia caduto nella trappola. Loro, proprio loro, che usano la ragione e non la pancia, che vigilano i sacri confini della democrazia contro l’invasore populista, perché non hanno raccontato la verità invece di impantanarsi in inutili chiacchiere di commento?
Furio Colombo si è perso a spiegarci che in piazza c’erano i “proprietari dei Suv super inquinanti (…) che parcheggiano in doppia e in terza fila se possibile in curva, se è possibile di fronte ad un ospedale funzionando da blocca ambulanza”.

Sansonetti ha avuto i brividi perché “quelle bandiere nere sotto il palco, quegli slogan un po’ squadristi (Luxuria pisciati addosso…) e anche certi brani dei discorsi sentiti dal palco sembravano oltre i confini della civiltà politica” (vuoi mettere quanto è più civile bruciare i pupazzi dei soldati italiani, travestirsi da kamikaze o gridare 10-100-1000 Nassirya?).
E Concita, la bella Concita, che ha scoperto che anche nei cortei di destra ci sono “cinquantenni invecchiati dal lavoro e madri sedute a terra e stanche”; ma che soprattutto, di fronte alla “distribuzione straordinaria e gratuita di certi libri di Vittorio Feltri” ha dovuto riconoscere “che perciò qualcuno legge”.
Insomma giornalisti così esperti hanno bucato la vera notizia: e cioè che in piazza non c’erano 2 milioni di persone. Le prove? Eccole.
Innanzitutto mio cognato non c’è andato. Si è beccato un raffreddore al polonio 210 che ancora sta lì a starnutire metalloidi; così impara a mangiare sushi e andare ogni giorno sul
blog di Guzzanti. Quindi -1.
Poi mio figlio non ne ha voluto sapere di scendere in piazza col tricolore. Ho cercato di convincerlo in tutti i modi: gli ho promesso una settimana a Gardaland…niente; gli ho raccontato che anche Babbo Natale ci andava perché se non cade Prodi, lui, la bicicletta nuova se la scorda…niente; l’ho minacciato che se per colpa sua passava la Finanziaria, a leggergli le favole la sera, ci veniva Rosy Bindi…niente. Ha preferito la sua amichetta con gli occhi verdi e la Playstation; figlio degenere. Quindi -2.
Silvana e Luigi hanno preferito un weekend in Toscana nel casale di famiglia. Ho scoperto che loro, che hanno quella mansardina-ina-ina al Pantheon e la villina-ina-ina a Capalbio, votano a sinistra perché hanno a cuore i problemi di tutti, mica solo quelli di alcuni… e mi hanno detto inorriditi che “da questa piazza volgave è meglio stave alla lavga”. E io scemo che pensavo fossero di destra: evadono le tasse, hanno il Suv, lo schermo al plasma da 852 pollici, una cameriera filippina non regolarizzata, portano fuori l’alano senza paletta e secchiello e non fanno la raccolta differenziata. Bah, vatti a fidare degli stereotipi. Comunque -2, che sommato al -2 di prima, fa -4.
In compenso a via Merulana, vicino ad un leghista vestito da vichingo, c’era il sig. Maggioni, il mio dirimpettaio. Alle ultime regionali mi aveva riempito la cassetta delle lettere di bigliettini di Marrazzo e alle comunali un suo cugino di terzo grado si candidava per la Lista Veltroni. Era in piazza anche lui con tanto di copia di Libero sotto il braccio. Ha fatto finta di non vedermi ma io lo so perché era lì con noi reietti. Il sig. Maggioni è un famoso evasore fiscale con noti precedenti penali per reati come: “apertura indebita di partita iva” e “associazione a delinquere di stampo berlusconiano (si è abbonato alla pay per view di Mediaset per vedersi l’Inter)” e nel guardaroba ha persino un loden verde che ogni tanto mette pure. Quindi +1 che sommato ai -4 di prima fa -3.
Ora però arriviamo alle cifre pesanti: innanzitutto mancavano quelli del Nuovo Psi e i Repubblicani di La Malfa che essendo forze politiche responsabili sanno che l’opposizione si fa in Parlamento e non nelle piazze. Complessivamente, tra politici, elettori e parenti, 19 persone in meno. Una perdita enorme. Quindi -19 che sommati ai – 4 di prima fanno -23.
Eppoi, soprattutto, mancavano i 5.000 Udc che stavano a Palermo. Pero a Roma c’era l’Udc di Rocca di Cave con le bandiere; quelli di Brodighera, di Sestri Levante, di Acqui Terme, di Pieve di Cadore, di Carsoli, c’era il mio amico Raffaello da Cavasazze, udiccino convinto, eppoi un sacco di gente che vota Udc e che magari pensa pure che sia un po’ vero che ci sono due opposizioni, ma per ora ne ha vista una soltanto. Insomma alla fine, conta che ti riconta, gli uddiccini in piazza S. Giovanni erano almeno quanto quelli che stavano a Palermo, quindi facciamo approssimativamente somma zero.

Ricapitolando: -1, -1, -2, +1, -19, -5000, +5000 = -22. Quindi se da 2 milioni togliamo 22… in piazza c’erano 1.999.978 persone, con buona pace del Cavaliere e dei suoi lacchè che continuano a menarla con questa storia dei 2 milioni. Senza contare la possibilità dei trucchi come ha spiegato un responsabile organizzativo della CGIL, uno che di imbrogli se ne deve intendere: “b
isogna capire se hanno dato ordine ai manifestanti di stare larghi, e di camminare. Muovendosi, la folla raddoppia“. Chiaro no? Ora ho sentito io, con le mie orecchie, l’ordine tassativo dato ai liberi professionisti di Forza Italia, agli artigiani di An, agli operai della Lega, ai pensionati dell’Udc di “muoversi avanti e indietro” e loro lì ad eseguire marziali; scoperto il trucco quella cifra va divisa per 2. Quindi 1.999.978 : 2 = 999.989. Inoltre, siccome si sa che l’elettore di centrodestra è grasso il doppio di quello di centrosinistra (quindi occupa più spazio), dobbiamo immaginare un ulteriore dimezzamento: 999.989 : 2 = 499.994,5. Il dato è inoppugnabile.
Questa verità, che nessuno ha raccontato, solo Fassino l’ha capita ed ha provato a correre ai ripari. In una riunione al cinema Farnese a Roma ha detto: “Non c’è da impressionarsi perchè 250 o 300 mila si riuniscono, noi ne abbiamo portati in piazza tre milioni”. Il problema è che da quando pensava di avere una banca con Consorte, le cifre, i numeri e gli zeri gli sono diventati un incubo ed ogni volta che ci prova… a dare i numeri… ecco che sbarella. Infatti poco dopo ha aggiunto: “(…) bisogna avere obiettivi ambiziosi, che non si raggiungono traccheggiando o galleggiando. E noi non vogliamo né traccheggiare, né galleggiare”… infatti per ora, da quelle parti, si limitano a cazzeggiare...