Stamattina a Milano, nel corso della conferenza stampa annuale sulla situazione italiana, Maria Pierdicchi, managing director di Standard & Poor’s, ha spiegato il perché del declassamento del rating dell’Italia, da ‘AA-‘ a ‘A+’, deciso il 19 ottobre scorso. Il motivo è che: “Con le misure contenute nella Finanziaria 2007 da parte del Governo Prodi, il debito non si avvierà verso una robusta riduzione” poiché “non c’è stata una revisione strutturale forte della spesa pubblica nei tre comparti principali di spesa, pensioni, sanità e pubblica amministrazione”, con una “riduzione solo marginale del deficit” ottenuta per lo più “con aumenti fiscali e non con riduzioni di spesa”, accompagnata da “incertezza sulle entrate dalla lotta all’evasione” e “dal carattere debitorio del trasferimento del Tfr”. (RADIOCOR delle 11:34).

Nulla di nuovo rispetto a quello che già sapevamo e avevamo scritto a suo tempo (qui per la precisione).
Oggi Prodi, Bersani e Visco sono andati a trovare quelli della Cna (Confederazione Nazionale Artigianato) da sempre vicina ai DS. Bersani non stava nella pelle; dagli artigiani diessini non erano partiti fischi verso di loro e, di questo periodo, stare con Prodi in un luogo affollato senza beccarsi fischi o parolacce o gavettoni è un miracolo. Bersani era talmente contento che ai giornalisti ha detto: Intanto chiedo a voi. In questa sala avete sentito un fischio?” “No”, è stata la risposta dei giornalisti. “Avete sentito applausi?”, “Sì”, è stata la seconda risposta. “Vediamo domani come titolano i giornali, guardiamoli assieme” (Apcom delle 13:29).

Peccato che Bersani non sapeva che appena Prodi era uscito dall’assemblea blindata ed aveva messo il naso in strada era tornato a farsi un sano bagno di realtà: “Contestazioni e fischi per il presidente del Consiglio, Romano Prodi, fuori dall’hotel Plaza questa mattina a Roma, dopo che il premier è intervenuto all’assemblea nazionale della Cna. Una cinquantina di persone ha atteso il presidente del Consiglio fuori dall’albergo e quando l’ha visto ha cominciato a rumoreggiare e fischiare. Prodi si è allontanato in auto alla volta di Palazzo Chigi” (ApCom delle 12:14).

Ma siccome fare politica a sinistra significa avere senso della storia e certezza sul suo divenire, il lapidario segretario dei DS Piero Fassino, il pomeriggio ci ha illuminati e rassicurati: ”Non sarà cavalcando agguati organizzati che la destra acquisirà credibilità e consensi” (Adnkronos delle 16:01).

Ma quello che rimane oggi, come segno di speranza per il paese, sono le parole che il premier ha detto agli artigiani plaudenti con tessera DS: La Finanziaria la farei in modo identico, ma in modo diverso, con tavoli più articolati perché non abbiamo interpretato il nostro paese. Abbiamo tolto l’obbligo del trasferimento del Tfr all’Inps per le piccole e medie imprese in una riunione sbagliata, posso ammetterlo, abbiamo fatto una cosa giusta in un modo sbagliato”. Comunque in generale, “dobbiamo procedere in modo diverso ma con gli stessi obiettivi” (AGI delle 13:12 ).

Tutto chiaro no? E, secondo lui, i matti saremmo noi…