Questo post è irriguardoso nei confronti dei cattolici adulti. Di più: è volgare, rozzo, arrogante, presuntuoso, indelicato, superficiale, con forti connotazioni reazionarie, privo di cultura ed eleganza. È un post fuori dalla storia che non segue lo spirito del tempo, né le progressive sorti della nostra civiltà. È un post disadattato con chiare turbe sessuali represse che producono assenza di gaiezza e aggressività indotta da una cultura oscurantista e da un’educazione traumatica e salesiana. Fatta questa doverosa premessa e avvertiti tutti di vietarlo ai minori, l’Anarca può scrivere quello che gli pare. Quindi, essendo tutte queste cose, il post comincia così: ‘fanculo ai cattolici adulti!
Sia chiaro. Qui non si parlerà del processo di liquidazione della famiglia in atto all’interno di una modernità che confonde il diritto, che è anche responsabilità sociale, con l’egoismo travestito da libertà individuale. Di questo l’Anarca, che è vanitoso e si cita addosso di continuo,
ne ha già parlato in quest’altro post dove ha vomitato il suo disprezzo per la cultura dominante, per i luoghi comuni e per l’inadeguatezza di molti a capire la posta in gioco; chi vuole se lo rilegga pure, sennò chi se ne frega tanto non prendo revenues sui link.
Qui non si parlerà neanche di quella schifezza di ddl che chiamano “Dico” e che solo la mente contorta di pessimi politici cattolici con velleità di santificazione laica poteva partorire… senza dolore. Perché una Legge che pensa di normare:
“due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi (art.1.1)”,
può andar bene nel paese dei Balocchi, in quei luoghi dell’utopia che piacciono tanto a quelli che dicono che Gesù Cristo è stato “il primo comunista della storia”; ma la realtà è un’altra cosa e dietro il tentativo di regolare per legge l’affetto c’è una puzza di ipocrisia che toglie il respiro. E se quel galantuomo(?) di Vladimir Luxuria ci dice che questa legge sarà il terreno su cui poter costruire in futuro una casa dove soddisfare i suoi appetiti affettivi, forse anche il più stupido dei cattolici adulti qualche dubbio dovrebbe farselo venire.
Qui si vuole solo mettere l’accento su un altro aspetto: su quel vero e proprio imbroglio intellettuale che chiamano “cattolicesimo democratico”. Il peggior prodotto della cultura cristiana dai tempi di quegli imbecilli di montanisti che fregarono pure Tertulliano. Un imbroglio intellettuale in piena regola partorito durante la stagione post-conciliare e nato all’ombra della cultura comunista verso la quale ha scodinzolato fino ad oggi. Ma ora che, come aveva previsto Augusto Del Noce 30 anni fa, il PCI si è trasformato in una sorta di partito radicale di massa, i cattolici adulti si adeguano al nuovo vestito dei loro padroni e cedono di fronte ad una cultura laicista che non difende la laicità dello Stato ma impone una nuova ideologia dove diritto naturale, liberta religiosa sono ridotti a corpi estranei. In quell’abominevole frase (
“Io amo pensare alla Chiesa che si occupa delle cose di Dio”),
c’è tutto il senso di questo imbroglio intellettuale. È paradossale che siano proprio i cattolici adulti a voler imprigionare la Chiesa in una dimensione astratta, a gettarla fuori dalla storia dimenticando che essa nella storia ci sta perché il Dio cristiano ci si è tuffato sotto forma di “scandalo e stoltezza”, di corpo, di dolore e passione; e che la Chiesa si interessa alle cose degli uomini semplicemente perché Dio se ne è interessato, perché l’incarnazione non è un mito, ma per il cristiano dovrebbe essere appunto storia. È paradossale che siano questi spocchiosi intellettuali cattocomunisti a rinchiudere il senso rivoluzionario e attuale dell’Annuncio in sagrestia… e a buttare via la chiave.
L’appello dei cattolici di sinistra contro i Vescovi ha qualcosa in sé di ridicolo e nello stesso tempo di profondamente stupido. Scrivere cose tipo: “La Chiesa italiana (…) sta subendo un’immeritata involuzione”, vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla sua straordinaria vitalità, alla sua nuova capacità di focalizzare il dibattito, di riportare i temi sensibili dell’etica e della religione dentro una società annoiata da un pensiero unico e omologante, aprendo brecce e fertili contaminazioni nel pensiero laico più attento alla crisi della modernità. Viene da domandarsi dove vivano questi “cattolici adulti”; in quale sottoscala della realtà bivacchino, dentro quale ripostiglio dell’intelligenza sgranocchino le briciole di una cultura che vuole ridurre il fatto religioso a una questione privata. Nonostante loro la Chiesa italiana, quella di Ruini che è la stessa di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI , rivendica il proprio ruolo libero ed il proprio contributo a costruire la città degli uomini senza dimenticare la città di Dio.
E allora: ’fanculo ai cattolici adulti, al loro utopismo politico ereditato dal peggiore totalitarismo moderno; al loro cristianesimo arcigno trasformato in morale, dove Cristo scompare dentro l’arcobaleno del loro intellettualismo pietoso, al piglio saputello di quando li senti coglionare i baciapile di Radio Maria perché per loro la Fede è un fatto di testa non di cuore, altro che Pascal, non è un incontro ma una teoria, salvo poi vederli girare nelle parrocchie a elemosinare voti proprio di quei baciapile verso cui emanano disprezzo quotidiano.
Se solo questi “cattolici adulti” si ricordassero cosa disse quel tale 2000 anni fa: “Sinite parvulos venire ad me” (Lc 18,16)
immagine: Phillipe Lai, Jesus Christ loves you, 2003
update 23 Febbraio: l’Anarca invita a leggere anche quest post dell’ottimo Zamax