Il primo turno delle elezioni francesi ha svelato qual è la vera anomalia della politica italiana. Voi direte: cosa c’entra l’anomalia italiana con le presidenziali francesi? C’entra, c’entra. Per esempio, per molto tempo l’Anarca ha creduto che trovare in Europa una che dicesse più scemenze della Melandri non sarebbe stata cosa facile. La Francia l’ha trovata: Ségolène Royal batte Giovanna Melandri 3 a 0. Ma l’Anarca pensava anche che trovare in Europa uno più figo e più di destra di Antonio Polito non sarebbe stato possibile. La Francia l’ha trovato: Sarkozy batte Polito 5 a 0 e infatti Polito, uomo intelligente, ha detto che se avesse votato in Francia avrebbe scelto Sarkozy.
Ma è evidente che sto guadagnando tempo. Né la Melandri con le sue periodiche scemenze, né Polito così di destra da starsene a sinistra, rappresentano la vera anomalia italiana a cui la Francia ha dato risposta. E allora? Cosa ci stanno aiutando a capire i cugini francesi?
Prendiamola alla lontana: in questi 10 anni tutti i più importanti osservatori italici e europei ci hanno raccontato che l’unica anomalia della politica italiana si chiamava Silvio Berlusconi. Intellettuali, giornalisti, studiosi, insomma la crème di quella incivile “società civile” che cerca da sempre di dare lezioni di civiltà alla società incivile che alla fine è più civile di loro, ce l’ha menata con questa storia del Cavaliere anomalia del nostro sistema democratico: è stata un’anomalia la sua discesa in campo; è un’anomalia il suo impero economico; sono un’anomalia le inchieste giudiziarie che neanche Al Capone, Gengis Khan e Jack lo Squartatore insieme si sarebbero beccati; è un’anomalia il suo conflitto d’interesse; ma soprattutto, per quelli deboli di cuore e la puzza sotto il naso, sono un’anomalia il suo populismo, la sua bandana, lo sfoggio di ricchezza, il fatto che fa le corna nelle foto con i capi di stato europei, che racconta le barzellette sporche e che preferisce a 70 anni la compagnia di belle e formose figliole a quella dei trans (bontà sua). Tutto vero. Quindi in parte hanno ragione… ma per difetto: Berlusconi è molto di più di un’anomalia: è un gene impazzito, un pezzo di dna esposto ad una tempesta di raggi cosmici… è i Fantastici 4 tutti assieme con qualche declinazione verso l’incredibile Hulk. Perché uno che se ne sta una sera a cena con Murdoch e a un certo punto si alza (… è Murdoch stesso che lo ha raccontato) e dice ai presenti: “scusate ma ho un aereo che mi aspetta, devo andare a fondare un partito per salvare l’Italia dal comunismo” e (come non si capacita ancora Murdoch) la cosa incredibile è che lo fa veramente… beh, definirlo un’anomalia è offensivo.
Anche noi che non baratteremmo il Cavaliere, il suo dannunzianesimo post-moderno neanche per De Gaulle e Asterix, magari per l’impresa di Fiume si, di certo non per la Finocchiaro che è la brutta copia di Nilde Jotti, o per le lacrime di Fassino che sono la brutta copia delle lacrime di Occhetto, così come il Pd è la brutta copia di se stesso, non riusciamo a capire come la “società civile” abbia potuto prendere un abbaglio simile.
In passato abbiamo cercato di spiegare che i paranoici di professione, i registi che filmano caimani improbabili, gli epurati televisivi a suon di milioni di euro, insomma quel sottobosco di assistiti arricchiti e famosi proprio grazie all’antiberlusconismo militante, nella loro mediocrità non riuscivano a cogliere la follia del Cavaliere e quindi la sua genialità. E che se volevamo limitarci alla banalità di un’anomalia, ancor più che Belrusconi dovevamo pensare a quel signore che oggi fa il Presidente del Consiglio e che, sotto giuramento, ha dichiarato ad una Commissione parlamentare di aver parlato con un fantasma con tanto di piattino semovibile. Perché per quanto non riusciamo a intravedere in Europa uno come Berlusconi, ci rimane difficile anche immaginare Tony Blair attorno a un tavolino a tre zampe interrogare gli spiriti, o la Merkel con il pendolino in mano e la barba finta predire il futuro del quindicesimo Reich.
Eppure, nonostante tutto questo, le elezioni francesi ci hanno fatto capire che l’anomalia della politica italiana è un’altra. I francesi, anche se sono gente che sotto braccio porta lo sfilatino invece del giornale e si riempie il fegato di salsine indigeribili, non sono scemi del tutto… anzi. Da Carlo Magno a Napoleone, da Robespierre a Michel Platini hanno sempre avuto il gusto di anticipare i tempi della storia; e così, anche in questo caso, hanno deciso di prendere a calci nel culo il ‘900 e gettarlo definitivamente fuori dalla finestra. E per fare questo, prima ancora di scegliere tra il mitico Sarko e la divertente Ségo, hanno ripulito la piazza liquidando i partitini della sinistra radicale fatta da Comunisti, Trotzkisti, Verdi, No global, insomma quell’insieme di pattume politico e culturale che da noi colora la politica e la rende ancora più ridicola di quanto non sia. I francesi hanno deciso di chiudere finalmente nella soffitta della storia ciò che invece noi teniamo ancora in bella mostra nel salotto di casa. Davanti ai Diliberto, ai Bertinotti, ai Caruso ai Russo Spena, si svela la vera anomalia italiana. L’unica democrazia occidentale che consente a queste cianfrusaglie della politica, a questi rigurgiti mai digeriti della storia del ‘900, di stare al governo e di condizionare la politica sociale, economica, estera del Paese. Forse è questa la prima lezione delle presidenziali francesi.
Vive la France!