In questo paese di coglioni ci mancavano le “effusioni solidali”: 30 omosessuali e 250 fotografi davanti al Colosseo per una sceneggiata sulla libertà sessuale. Perché la lobby omosex non esiste (guai a parlarne!) eppure per due giorni la stampa italiana ha descritto un mondo che galleggia solo nella testa di Grillini e dei gay di professione. La crisi del Welfare, gli attentati a Kabul, Berlusconi che non è più mafioso, i bambini di Rignano, gli imam terroristi… tutto è improvvisamente scomparso ed è rimasta solo questa storia fondamentale per i destini del paese: due gay beccati vicino al Colosseo mentre si facevano un pompino sotto il caldo afoso della Roma veltroniana. E giù polemiche, prime pagine, servizi al telegiornale, interviste di omosessuali illustri, dichiarazioni di sociologi, sessuologi, psicologi, intellettuali. La lobby omosex non esiste ma è raro trovare uno spiegamento di mezzi così massiccio per una cazzata del genere.
Si possono denunciare due persone (ancorché dello stesso sesso) solo per un bacio appassionato e romantico con vista sul Colosseo? Ovviamente no. E infatti, se fosse stato un bacio, nessuno li avrebbe denunciati, e che
la versione dei carabinieri sia leggermente diversa, tutto questo è questione di poco conto. E allora avanti con dichiarazioni idiote come quella di un responsabile dell’Arcigay che ha detto che “forse i carabinieri erano inesperti”: certo, magari erano ausiliari e per capire la differenza tra un bacio e un pompino bisogna almeno essere veterani dell’Arma. O il presidente del circolo Mario Mieli per la quale il pompino non può esserci stato perché il luogo non si presta: “Questo è un posto easy, ed è difficile pensare a morbosità”. E all’intelligentona gay non viene in mente che è proprio perché il posto è easy che i carabinieri li hanno fermati e denunciati per atti osceni. Fosse stato un prato dell’Appia Antica non sarebbe successo niente. E meno male che Vattimo ci ha tranquillizzato sul fatto che “non basta essere gay per essere intelligenti”appunto.
Con queste brillanti dichiarazioni la comunità gay scende nel ridicolo più ridicolo che c’è. Nella pantomima dei propri desideri repressi. Nel bisogno di osteggiare una diversità che ormai la cultura occidentale esalta in ogni aspetto: nei film, nelle pubblicità, nell’arte, nella musica, nella letteratura, nell’immaginario simbolico, l’orizzonte gay è accettato e spesso sopravvalutato e tutto questo rende pressoché vana questa cantilena sulla discriminazione e sulle persecuzioni. Più che omosessuali in cerca di riscatto sembrano checche isteriche in cerca di attenzione mediatica. La comunità gay avrebbe dato al contrario, grande prova di maturità se avesse evitato i riflettori su un fatto tanto banale da riuscire a renderlo umiliante. Se avesse taciuto, evitato di alzare una gazzarra indecente basata sulle bugie e sullo stravolgimento della realtà. Se si fosse limitata a leggere la versione delle forze dell’ordine, magari riconoscendo semplicemente la leggerezza dei due maschiacci.

Ma quello che fa riflettere non sono le dichiarazioni di Grillini o di Cecchi Paone quanto quelle di ministri della Repubblica scesi in campo smentendo in maniera categorica l’operato dei carabinieri, senza avere la minima percezione dell’accaduto: Livia Turco (ministro della Salute) si è augurata “che a questi ragazzi si chieda scusa” e uno si tranquillizza perché pensa che il Ministro si riferisca ai due carabinieri fatti oggetto del linciaggio omosessualista. Invece no. E’ ai due gay che bisogna chiedere scusa e continua: “certamente non possono accadere cose di questo tipo in un Paese normale”. Ma un paese che ha ministro una come la Turco non è un paese normale.
Rosy Bindi, di professione ministro e “cattolica adulta” non smentisce l’arroganza fanatica della cultura catto-comunista e parla di “due omosessuali denunciati con zelo eccessivo per atti osceni solo per un bacio di notte davanti al Colosseo” e da una Festa de l’Unità all’altra straparla di una “denuncia dei due ragazzi che si sono baciati nei pressi del Colosseo, sicuramente da condannare perché si tratta di diritti inviolabili delle persone”. E ti viene da pensare: da quando fare un pompino è diventato un “diritto inalienabile della persona”? Ma chi diavolo candidano al Pd? E a proposito di diritti inalienabili la Bindi farebbe bene a chiedere al suo collega di partito Domenico Fisichella (ex vicepresidente del senato di An) che nel 2004 non esitò a licenziare in tronco un suo collaboratore per il semplice fatto che il poveretto era stato incautamente fotografato una sera al Gay Village di Roma in compagnia della sorella.
In realtà in questo Occidente annoiato e decadente stiamo vivendo una nuova infatuazione ideologica. Potremmo chiamarla “omosessualismo”: l’ossessione di una discriminazione inesistente. La nuova ideologia “omosessualista” aggredisce con veemenza, è chiusa come ogni ideologia, è pronta ad accusare chi non accetta i propri dettami e si alimenta di vittimismo. Non si limita a rivendicare diritti laddove vengono calpestati; no, inventa ingiustizie dove non ci sono. E quando qualcuno non è d’accordo sulle pretese di cambiamento di ordine sociale e naturale, per le implicazioni etiche e di ricaduta collettiva, l’accusa più semplice è quella di sessuofobia facendo finta di non capire che la sessuofobia (la capacità cioè di comprendere la spaventosa potenza generatrice e distruttrice nello stesso tempo del sesso e della sessualità e di conseguenza la necessità di porre regole, come ogni civiltà ha sempre fatto) è la salvezza di un Occidente che ha preteso di liberarsi dai tabù sessuali per cadere nelle nevrosi sessuali. Da sessuofobi a sessuomani.
E allora, se per l’omosessualismo un bacio è un bacio è basta, non importa se dato su una guancia o sul pisello, ci si chiede se Livia Turco o Rosy Bindi ne capiscano la differenza e cosa direbbero se ci recassimo sotto casa loro ad espletare il nostro “diritto inalienabile” al pompino. Perché di questo passo l’omosessualismo si dota anche di una propria mitopoietica diventando ancora più ridicolo: “ci si bacia per mandare via la paura, per far vedere che amarsi non è mai un reato”. Amarsi no. Fare un pompino in mezzo alla strada davanti alla gente ancora si… per fortuna in questa Italia bacchettona…