Siccome loro sono buoni, tolleranti, pluralisti, solidali, arcobaleni, fiaccolanti, accoglienti, indignanti, multiculturali, antirazzisti, antileghisti, antifascisti, democratici, intransigenti, determinati ma con cautela, riflessivi e soprattutto responsabili… siccome loro sono tutte queste cose e molte di più, loro si possono permettere di dire cazzate come queste: ”Prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo” (Walter Veltroni commentando l’aggressione della donna a Tor di Quinto).
E’ naturale che dopo affermazioni così articolate, profonde e responsabili, qualcuno altrettanto articolato, profondo e responsabile arrivi a pensare che basterebbe togliersi dalle palle un po’ di romeni per tornare ad essere la “città piu sicura del mondo”. E infatti: “Spedizione punitiva contro romeni; quattro feriti di cui uno grave. In dieci con bastoni e a volto coperto” .
Ma siccome il culo abbonda sulla faccia dei furboni, è normale che gli stessi che avevano dichiarato le cose di cui sopra, poi dicano questo: “Esprimo la mia condanna più grande per quanto avvenuto. In un momento come questo occorre la più grande responsabilità da parte di tutti” (lo stesso Walter Veltroni di sopra). Appunto.
E infine, poiché i furboni hanno in genere una faccia molto grande, il giorno dopo riescono persino a dirci che la colpa della xenofobia emergente è “delle parole incendiarie dei capi della CdL” (sempre l’identico Walter Veltroni su Repubblica).
E allora, se tutto va bene, se è solo strumentalizzazione… perché ai funerali della signora Reggiani, con il classico coraggio che li contraddistingue ed una scortesia formale di non poco conto, dopo essersi fatti fotografare contriti e lacrimevoli, i furboni con le facce da sindaco di Roma sono usciti di nascosto da una porta secondaria?
Mah! A noi che siamo degli sciagurati irresponsabili non ci resta che ascoltare Ligabue:
“A parte che ancora vomito per quello che riescono a dire
Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare
Niente paura, niente paura…”