Francis Picabia, Machine tournez vite, 1916

Mi riesce difficile partecipare alla gara; sono fuori allenamento e l’età non consente distrazioni. Interrogare lo specchio delle mie brame per scoprire chi è il più brutto del reame poi mi annoia e anche molto. Quello che sta avvenendo in questi giorni dentro l’ex CdL sta assumendo toni ridicoli per quelli come me poco attenti ai funzionamenti complessi degli ingranaggi della politica italiana. Quanto ci sia di meccanicamente studiato, voluto, previsto… e quanto di totalmente irrazionale e improvvisato è un dilemma che non sono riuscito a risolvere.
Berlusconi cerca di far credere che il nuovo partito sia quello del futuro, ma se Forza Italia fu un’intuizione di modernità politica, questo PdL rimane un boccone amaro (con retrogusto di anticaglia anche nel simbolo) che mio fratello di bosco ha saputo distruggere con il suo solito sarcasmo in due righe e mezzo. Dentro An poi, nella gara uterina ad impallinare il Cavaliere, si distingue Il Secolo d’Italia che scopre che Berlusconi è stato “il cagnolino di Bush” 6 anni dopo la sinistra e 20 mesi dopo che Gianfranco Fini ha smesso di fare il Ministro degli Esteri di quel cagnolino. Imbarazzante
Non sono un politologo, né un esperto di alchimie ma gli ingranaggi di questa politica sembrano leggermente sconclusionati. Qualcuno che ha chiaro tutto ci rassicura e ci dice che la situazione è sotto controllo: le riforme elettorali e quelle costituzionali, i passaggi istituzionali, l’appuntamento referendario, le fasi di crisi e le sotterranee trattative in corso…. Sarà. Intanto continua la gara a picchiare più forte: è colpa di Fini che ha scritto la lettera al Corriere della Sera o del Cavaliere che ha annunciato per settimane una “spallata” che non era in grado di dare? E’ colpa di una strana quanto inspiegabile intervista a Repubblica, il cui senso continuo a non capire, o di chi ha favorito e alimentato un partito di destra reazionaria con forti connotazioni xenofobe e antisraeliane, alla destra di An, consentendo di costruire un soggetto di tipo lepenista che in Italia eravamo sempre riusciti ad evitare? E’ colpa degli alleati del Cavaliere se il centrodestra ha perso le ultime elezioni o il centrodestra ha perso le ultime elezioni di 20.000 voti per colpa di 600.000 schede annullate?
Gli ingranaggi sono altri. Il sistema politico si sta disarticolando e prendono forma nuove aggregazioni. E’ una danza affascinante, un po’ come le nuvole di storni neri che ravvivano il cielo al tramonto di Roma; a vederle da lontano incantano gli occhi ma guai a passarci sotto.
Ci fidiamo di quello che il nostro amico FC, esperto di ingranaggi, scrive. Ma ci rimane il dubbio che questa catena di montaggio fordista della politica italiana regga su alcuni passaggi meno logici e più pre-industriali: il centrodestra è stato liquidato con una velocità direttamente proporzionale alla fatica con cui tutti noi lo avevamo provato a costruire in 12 anni. Il partito unico, pensato, ponderato, è stato improvvisamente sostituito da una straordinaria trovata di marketing politico, geniale come poche, ma che alla fine non si sa bene cosa sia.
Nel frattempo l’unico risultato di questo suicidio collettivo è stato l’aver fatto diventare il Pd il perno della politica italiana con conseguenze che forse scopriremo fra un po’. Con la minima fatica e sorseggiando tè nel suo loft, Veltroni è riuscito a trasformarsi nell’asse portante della politica italiana, capace di definire le dinamiche non solo nel frastornato centrosinistra dilaniato dalle lotte interne nel Pd, ma anche nel centrodestra. La corsa a chi arrivava per primo a stringergli la mano ha reso il Sindaco di Roma il centro della mediazione politica imponendo un ruolo già da super partes e ingigantendone la figura soprattutto nel momento in cui nell’opinione pubblica emergeva il fallimento del suo operato nel governo della Capitale che finalmente intaccava un’immagine costruita nei salottini radical-chic e nelle redazioni dei giornali; il tutto mettendo in ulteriore crisi la funzione della nascente “Cosa rossa” (che fino a prova contraria è la principale alleata del centrodestra) e trasferendo su un piano defilato le responsabilità del peggior Governo della storia repubblicana.
Sarà difficile recuperare in breve tempo. Ma siccome c’è sempre qualcuno che ha chiari gli ingranaggi della politica, noi confidiamo… 

Immagine: Francis Picabia, Machine tournez vite, 1916