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Oggi torno reazionario (o rivoluzionario dipende dai punti di vista). Il tempo necessario ad abbracciare l’intuizione di una visione libera che mi dia una risposta sensata a questa allucinante guerra libica. Perché stavolta concetti come democrazia, dittatura, terrorismo, integralismo, non servono proprio a nulla. Non reggono il peso di una verità che stiamo provando a distogliere dalla nostra attenzione. Ma tutto si lega e qualcosa mi dice che il nuovo ordine che si sta riorganizzando, passando anche sulla nostra pelle, è lo stesso che oggi festeggia a Tripoli la caduta del rais.
Oggi torno reazionario (o rivoluzionario) attraverso le parole che un vecchio poeta, libero e sconfitto (anzi libero proprio perché sconfitto) lanciò nel vento di un secolo infame: “La guerra è parte
dell’antica lotta tra l’usuraio e il resto dell’umanità”. Il poeta si chiamava Ezra Pound e la guerra, mi sa che è la stessa che si combatte oggi in Libia…