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Analizzando il sondaggio realizzato da SpinCon per Il Vostro Quotidiano, sembra che in Italia qualcuno abbia fatto i conti senza l’oste. Succede, quando chi si è svuotato un’intera cantina poi voglia limitare i danni della sbronza pretendendo di pagare mezzo litro. Ma in questo riflesso d’Italia che il sondaggio svela, chi sono gli ubriaconi? E chi è l’oste? Gli ubriaconi sono i professionisti dell’antipolitica. Quelli che, in questi ultimi tempi, hanno alzato un po’ troppo il gomito con la storia della fine dei partiti, dell’inutilità della politica ridotta a ologramma e dell’arrivo trionfale dell’era della tecnocrazia illuminata.
L’oste sono i cittadini, con i quali bisogna continuare a fare i conti (almeno finché esisterà una parvenza di democrazia parlamentare) e che, nonostante le fregature subite, nonostante Scilipoti e Diliberto, nonostante le poesie di Sandro Bondi, l’italiano di Di Pietro e i ragionamenti di Rosy Bindi, pensano che i partiti siano ancora importanti, forse non per ciò che sono oggi ma per quello che potrebbero tornare ad essere domani.
Infatti, secondo il sondaggio, tra tutte le Istituzioni alle quali gli italiani si affiderebbero per uscire dalla crisi, i partiti politici sono al primo posto al 20%, immediatamente sotto il classico «non so/non rispondo» sempre di moda nei periodi di alto stato confusionale.
Il dato disaggregato mostra elementi ancora più interessanti di cui i leader di partito, o quello che rimane di loro, dovrebbero tener conto. L’elettore di centrodestra è arrabbiato e deluso: l’87% non ha alcuna fiducia nell’Unione Europea, il 70% dichiara di aver visto peggiorare le proprie condizioni economiche con l’entrata nell’euro, quasi il 50% sarebbe disposto a tornare alla lira (contro un solo 16% di elettori di sinistra) e addirittura mette l’esercito al primo posto tra le istituzioni a cui affiderebbe il compito di guidare il paese fuori dalla crisi. Sono dati che i dirigenti del Pdl dovrebbero leggere con attenzione quando disegnano nei loro schemi un’Italia dei moderati che non sembra esistere da nessuna parte. I moderati a cui pensano di rivolgersi sono più arrabbiati degli indignados, solo che invece di sfasciare vetrine, semplicemente non vanno a votare o ci vanno vestiti da grillini.
L’elettore di centrosinistra, al contrario, sembra più in linea con le posizioni politically correct dettate dai grandi giornali e dai grandi centri di potere economico e finanziario che li sorreggono. Ne esce un quadro contraddittorio del tipo “lo faccio ma in realtà non ci credo”. In termini di fiducia istituzionale mette al primo posto la presidenza della Repubblica, ovviamente incarnata da Giorgio Napolitano, unico vero leader di una sinistra senza leader, e subito dopo l’Unione Europea e i partiti politici. Pur affermando però, al 51%, di non nutrire speranza nel fatto che l’Unione Europea risolva la crisi.
Complessivamente la politica non sembra essere morta e i partiti, nonostante tutto, rappresentano ancora un punto di ancoraggio per difendere una democrazia senza la quale gli italiani non si sentono più liberi, ma più esposti, più indifesi e privi di possibilità di controllo su scelte che stanno condizionando drammaticamente le loro vite.
Insomma, i politici potranno pure disgustare, ma i tecnocrati fanno paura.

© Il Vostro quotidiano 17 maggio 2012 (con il titolo “a chi parla il centrodestra?)
Immagine: Antonio Ligabue, Leopardo con serpente