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Ma insomma, chi diavolo è questo Gianroberto Casaleggio, di professione guru di Beppe Grillo? E soprattutto, quale oscuro rapporto lega questo nome all’exploit del Movimento 5S? Se lo chiedono da settimane i grandi giornali di proprietà dei grandi padroni, se lo chiedono coloro che su quei giornali scrivono, meditano, soffrono con coscienza civile ed impegno democratico. Tra terremoti, scandali calcistici, crisi dell’euro, venti di guerra, c’è spazio anche per questo: smascherare il “grande vecchio” che sta dietro quel vecchio di Beppe Grillo: insomma, il “grande vecchione”. Magari attraverso le ipotesi più strambe e ridicole. E così Gianroberto Casaleggio sarebbe un pericoloso ma stravagante occultista che sta manipolando quel saltimbanco da osteria che si è permesso di fare a pezzi i partiti alle ultime elezioni e fregare le previsioni di tutti. Avrebbe una malsana passione per il mito di re Artù e i suoi cavalieri e si sarebbe imbevuto di strane teorie sul Risveglio e sull’ottava musicale come legge dell’universo. Insomma, traduciamo noi,  avrebbe letto Gurdjieff e Crhétien de Troyes  invece che riempirsi la testa delle profondità di Scalfari e Saviano. O magari semplicemente è uno che ha letto Marshall McLuhan e ha pure capito le sue analisi sulla simultaneità del mito e dei nuovi circuiti mediatici che generano un “nuovo ordine sociale sotto forma di struttura musicale”. Chissà. Tutto però troppo difficile. Magari Gianroberto Casaleggio non esiste, è un’invenzione, una trovata pubblicitaria, uno pseudonimo collettivo, un’ombra creata artificialmente, come quel Luther Blisset  tirato fuori negli anni ’80 da un gruppo di creativi italiani che imperversò come un personaggio reale, sotto il cui nome si diffondevano notizie false e dichiarazioni beffarde che i media riprendevano come vere, e che serviva a far capire quale illusione genera la seriosità del mondo dell’informazione.
In realtà lo sconosciuto Casaleggio è conosciutissimo per chi frequenta la rete. Con buona pace dei giornalisti di carta e degli intellettuali al guinzaglio, Casaleggio è uno dei massimi esperti italiani di web e social media; ha una società attiva nel settore del marketing per aziende e da anni studia i fenomeni e i cambiamenti sociali indotti da internet. E’ un visionario e come tutti i visionari esprime deliri, ma anche molte intuizioni sul futuro. E tra le sue visioni deliranti e intuitive c’è quella della rivoluzione generata dalla rete che abbatte le istituzioni tradizionali e le forme di organizzazione statale che hanno retto fino ad oggi: Stati nazionali ma anche Parlamenti, organizzazione di mercato, forme di immaginario simbolico, tutto verrà travolto dalla nuova realtà fatta di esperienza simultanea e comunicazione diretta del web.
Se dietro Grillo c’è il Gabibbo (come ha afermato Massimo Gramellini), dietro Casaleggio c’è qualcosa di più profondo. Magari Simone Weil, che già nel 1950 scrisse un “Manifesto per la soppressione dei partiti politici” definendoli un “male senza mezze misure” e “nocivi nel principio”, auspicando la loro sostituzione con forme di democrazia diretta ante litteram. Nulla di nuovo se non il fatto che oggi, nell’epoca della comunicazione globale e della grande rete orizzontale, la morte dei partiti non condurrà alla democrazia diretta, ma al dominio delle tecnocrazie che governano una realtà senza filtri e senza spazi di sovranità rappresentativa. E questo dovrebbe preoccupare molti.
Comunque sia, Casaleggio va avanti con il suo progetto costruito in laboratorio, facendosi beffe, oltre che della politica, del mondo dei media, che infatti lo detesta. Qualche giorno fa si è manifestato inviando al Corriere della Sera una lettera  per raccontare chi è. E l’ha conclusa con una frase  di sfida:“Honi soit qui mal y pense” cioè “Vituperato sia chi ne pensa male”. La frase è il motto dell’Ordine della Giarrettiera, uno dei più antichi ordini cavallereschi d’Inghilterra. Forse è un richiamo esoterico o una geniale associazione di idee con l’indumento, per spiegare che il mondo dei media, alla fine  è un gran burlesque.

© Il Vostro, 1 Giugno 2012
© Nota Politica, 2 Giugno 2012